Una volta ratificato l’accordo, per l’area di libero scambio UE-Mercosur serviva solo l’approvazione del Parlamento Europeo. Sembrava cosa fatta e le associazioni industriali che per decenni hanno sostenuto la proposta, tra cui Cotance, auspicavano la veloce conclusione dell’iter comunitario. Invece, mercoledì 21 gennaio da Strasburgo è arrivato un voto che rimette tutto in discussione, o quasi. L’assemblea con 10 voti di scarto ha deciso di deferire l’accordo alla Corte di Giustizia dell’UE, che deve verificarne la conformità con i trattati dell’Unione.
Per l’area di libero scambio UE-Mercosur
Il problema, come è facile immaginare, è politico e vede schieramenti trasversali. Il partenariato UE-Mercosur aveva ricevuto il 9 gennaio la maggioranza qualificata in Commissione, ma con l’astensione del Belgio e il voto contrario di Francia, Polonia, Irlanda, Austria e Ungheria. Arrivato all’Europarlamento, i due testi che rappresentano l‘accordo hanno visto formarsi un asse di opposizione che ha spaccato gli stessi gruppi politici: si sono divisi nel voto, riepiloga il Corriere, sia i Popolari, che i Socialisti e i centristi di Renew. E ora? Solo dopo il verdetto della Corte di Giustizia (che può richiedere mesi) il partenariato può essere sottoposto a nuovo voto. La Commissione potrebbe iniziare ad attuarlo in maniera provvisoria e c’è chi spinge perché faccia così. Dall’Europarlamento già promettono battaglia.
Dall’archivio Shutterstock, proteste contro l’intesa col Mercosur
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