Non finiscono i guai per Filanto: sequestrati 10,5 milioni di euro e indagate 7 persone

La Guardia di Finanza di Bari ha sottoposto a sequestro beni mobili, immobili e somme di denaro presenti nei conti bancari per circa 10 milioni e mezzo di euro appartenenti a sei persone giuridiche e sette persone fisiche, riconducibili a Filanto Spa di Casarano. Le persone iscritte nel registro degli indagati e destinatarie del decreto di sequestro sono: Sergio Antonio Filograna, attuale presidente del Cda di Filanto spa; la sorella Maria Antonietta Filograna, uno dei legali rappresentanti del Consorzio; il consigliere provinciale Gabriele Caputo, in qualità di legale rappresentante di Iris Sud; Anna Lupo, legale rappresentante del Tomaificio Zodiaco; Antonia Montedoro, legale rappresentante di Italiana Pellami e i legali rappresentanti che si sono succeduti alla Iris oltre a Caputo: Giuseppe Baiardo e Silvia Perico. Alle aziende è stata anche applicata la misura cautelare dell’esclusione delle stesse da agevolazioni e finanziamenti per un anno. L’ipotesi di reato è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni della Regione Puglia e dell’Inps. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Lecce, su richiesta del Pm Antonio Negro della Procura di Lecce e riguarda un’inchiesta avviata nel 2009. Secondo la Procura, gli indagati avrebbero posto in essere un’operazione finalizzata a scorporare veri e propri rami d’azienda di Filanto per trasferirli alle società aderenti al Consorzio Produttori Salentini Calzature di Casarano, formato da Tecnosuole srl, Tomaificio Zodiaco srl, Italiana Pellami srl e Iris Sud srl, tutte con sede a Casarano, il tutto per consentire a queste ultime di ottenere contributi per circa 4 milioni e mezzo di euro. Filanto infatti, non essendo una PMI, non aveva i requisiti soggettivi necessari. I finanzieri hanno anche accertato che le società consorziate non avrebbero realizzato alcun nuovo impianto, come previsto dal programma d’investimento, ma si sono limitate ad utilizzare beni strumentali di Filanto (da cui il nome dell’operazione, “Old machine”, cioè “vecchio macchinario”).Inoltre, le imprese del Consorzio,per fruire degli sgravi contributivi pari a circa 6 milioni di euro previsti dalla legge numero 233/91 in materia di incremento occupazionale, avrebbero assunto dipendenti precedentemente licenziati da Filanto. Per l’esattezza: 165 sarebbero confluiti in Tecnosuole, 210 in Tomaificio Zodiaco e 23 in Italiana Pellami. (m.v.)

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