Una grande catena retail (Saks Global) che traballa e fa vacillare i suoi creditori. Un influente fondo di investimenti (L Catterton, zavorrata di brand di cui ora farebbe a meno) che a ben vedere non ha colto sempre nel segno coi suoi investimenti. Un’imprenditrice della moda (Chiara Ferragni) che esce da una vicenda processuale quando il suo piccolo impero è ormai sempre più rimpicciolito. La rassegna stampa internazionale restituisce l’immagine di un fashion system dove le preoccupazioni non scarseggiano.
I problemi di Saks
Partiamo da Saks Global, che ha presentato istanza di fallimento e richiesta di accesso al cosiddetto Chapter 11 presso il Tribunale del Texas Meridionale. Mentre Richard Baker, appena nominato il 2 gennaio, lascia il ruolo di CEO a Geoffroy van Raemdonk, membro del CdA di Moncler. Per la catena retail è stato fatale, si può dire alla luce delle ripercussioni, l’investimento di 2,7 miliardi per l’acquisizione di Neiman Marcus. Ora, per lasciare aperti i mall controllati e proseguire con il risanamento, Saks Global ha pattuito un finanziamento da 1,75 miliardi di dollari (cioè, nuovo debito) da parte dei creditori. Nella lista dei 130 creditori c’è il gotha del lusso, come Chanel (esposto per 136 milioni di dollari), Kering (60) e LVMH (26).
L Catterton zavorrata
A proposito di LVMH, c’è chi nota che A.P.C. non è l’unico problema per L Catterton. Come scrive Glitz.Paris, il fondo di investimento collegato alla famiglia Arnault ha subito diverse “battute d’arresto” nel lusso accessibile. Quali? Il marchio di abbigliamento Jott, dove è entrato nel 2021, è in amministrazione controllata e cerca un acquirente. Similmente Ganni, di cui pure L Catterton vorrebbe liberarsi, non ha mai ingranato la crescita, mentre Ba&sh sta uscendo faticosamente dalle secche della crisi. Forse anche per questi buchi nell’acqua nella moda, chiosa Glitz.Paris, il fondo ultimamente ha volto l’attenzione ad altri settori come il Beauty e il Food.
Chiara Ferragni prosciolta
Si chiude, almeno dal punto di vista processuale, il cosiddetto Pandoro-gate. Il Tribunale non ha riconosciuto la fattispecie della “truffa aggravata” contestata dall’accusa, sintetizza il Corriere della Sera. Mentre, avendo Codacons e Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi ritirato la querela, non ci sono più i margini per procedere per truffa. Risultato? Chiara Ferragni esce prosciolta dal processo. Ora attende l’imprenditrice, che ha sempre proclamato la propria innocenza, la missione più ardua: rilanciare il brand Chiara Ferragni Collection.
Foto da Shutterstock
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