Tra esuberi e chiusure, i grattacapi di Aeffe, Woolrich e Valli

Tra esuberi e chiusure, i grattacapi di Aeffe, Woolrich e Valli

È una stagione di grattacapi per la filiera. Il gruppo Aeffe conferma i 221 licenziamenti, mentre Woolrich ha momentaneamente sospeso il trasferimento di 139 addetti da Bologna e Milano a Torino. Mentre senza un compratore il marchio Giambattista Valli, che fa capo al gruppo Kering, potrebbe cessare l’attività.

I grattacapi di Aeffe

Aeffe non torna sui suoi passi e conferma i 221 licenziamenti (su un totale di 540 occupati) annunciati a fine novembre. Di questi, 170 riguardano la sede di San Giovanni in Marignano (Rimini) e gli altri la sede di Milano. Nel corso dell’incontro convocato a Roma dal ministero del Lavoro, l’azienda non solo ha confermato i licenziamenti ma ha rifiutato la proroga degli ammortizzatori sociali. Il 21 gennaio è in programma un ultimo confronto, riporta il Corriere di Bologna. Nel piazzale antistante la sede del gruppo, c’è stata la mobilitazione dei lavoratori. La situazione del gruppo Aeffe, che ha fatto ricorso alla procedura di composizione negoziata della crisi (CNC) coinvolge anche la filiera, con i fornitori di materie prime e servizi e le aziende terziste che devono incassare i crediti. E alcune delle quali, a causa dei mancati incassi, sono entrate in difficoltà finanziaria.

 

 

 

Il ripensamento di Woolrich

Woolrich ha momentaneamente sospeso il trasferimento dei 139 lavoratori dalle sedi di Bologna (109 persone) e Milano (30 persone) a Torino, città della nuova proprietà targata BasicNet. È il risultato del confronto che si è svolto nella sede di Regione Emilia-Romagna. Un altro risultato è l’avvio di un tavolo per discutere della riorganizzazione aziendale, scrive Fashion Network. Il prossimo appuntamento è in calendario il 30 gennaio. Da più parti sottolineano che il trasferimento dei lavoratori non è ancora scongiurato.

Le sorti di Giambattista Valli

Secondo Il Foglio il marchio Giambattista Valli sarebbe a rischio chiusura. “Non sappiamo se arriveremo alla primavera”, scrive la testata citando un dirigente dell’azienda in orbita Kering. A pesare sono i debiti accumulati, che sarebbero molto superiori al giro di affari. A sua volta Kering sta cercando di ridurre il debito, per cui non avrebbe più voglia di investire nel marchio, che da novembre sta cercando un nuovo proprietario. Valli avrebbe tempo fino a fine gennaio per trovare un salvatore che rilevi il marchio dalle mani della famiglia Pinault. Sempre Il Foglio scrive che i fornitori del marchio avrebbero iniziato a sospendere o dilazionare le consegne. Il CEO di Kering de Meo permetterà la chiusura del marchio? (mv)

Foto dai social

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