Vietnam più pellettiere, Pakistan meno conciario

L’export di pelletteria in Vietnam è esploso nei primi cinque mesi dell’anno, secondo i dati rilasciati dal dipartimento centrale delle dogane di Hanoi. Borse e valigie hanno lasciato il Paese per un controvalore di 744 milioni di dollari, il 22% in più delle cifre relative allo stesso periodo del 2012, quando il fatturato annuale toccò quota 1,5 miliardi di dollari (contro gli 1,33 del 2011). Il principale importatore sono gli Usa, che con 317 milioni vedono un aumento del 31% sul 2012, ma la crescita maggiore in termini percentuali (+32,7%) è del Giappone, seconda destinazione dopo gli Stati Uniti; seguono Germania, Belgio e Corea del Sud. L’Italia è dodicesima, con 11 milioni di import. Lefaso, l’associazione dell’area pelle vietnamita, segnala che otto tra i dieci maggiori produttori di borse al mondo hanno firmato accordi con manifatturieri del Paese e indica in 1,7 miliardi l’obiettivo del fatturato nel 2013. Dati molto meno esaltanti sono stati invece comunicati dalla Pakistan Tanners Association: negli ultimi sei anni, Islamabad ha perduto una consistente fetta del mercato conciario, passato da 1,2 miliardi a 1,010 (-17%). Il Paese ha ridotto del 14% la produzione di pelle tra il 2011 e il 2012. Nel 2006 il Pakistan aveva l’1,25% del mercato conciario mondiale del finito, oggi la quota è quasi dimezzata (0,76%). Le ragioni vengono attribuite alle difficoltà nella distribuzione dell’energia elettrica, all’export di wet blue e all’assenza di incentivi governativi. (pt)

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