Nel cuore di Seoul esiste un bar che racconta la pelle, anche se definirlo solo bar sarebbe riduttivo. Perché in fondo, più che è un luogo di convivialità, più che un concept store, più che un museo, è un’esperienza culturale che usa la pelle come linguaggio, memoria e futuro. Si chiama GACH e nasce nel distretto storico di Sinseol-dong, dove per decenni artigiani e commercianti hanno costruito un’identità oggi a rischio di scomparsa. Qui, la pelle non è un semplice arredo, ma una narrazione viva. Che sta attirando designer, brand globali e nuovi curiosi. Siamo andati a visitarlo e per scoprire come è nato, basta leggere “Se non siete mai stati in un leather bar seguiteci da GACH a Seoul” su Lineapelle Magazine.
Un bar che racconta la pelle
GACH nasce dal desiderio di salvare un quartiere che stava lentamente perdendo la propria voce. Il suo fondatore e CEO, Yoon Jung Won, è cresciuto tra le botteghe di Sinseol-dong, quando l’aria profumava di cuoio e le strade erano animate da giovani creativi in cerca di materiali e ispirazioni. Oggi quello spirito rischia di svanire, ma GACH lo riporta in superficie trasformando la pelle in un viaggio emotivo: un materiale che non si osserva soltanto, ma si sente. Il risultato è uno spazio che sorprende chiunque lo attraversi: visitatori internazionali, designer, marchi globali. Tutti scoprono che la pelle può essere un ponte tra passato e futuro, tra industria e cultura.
Progetti culturali che generano movimento
GACH, quindi, oltre ad essere un esercizio commerciale, è anche un dispositivo culturale a trecentosessanta gradi. Qui si conversa, si studia, si immagina. I sottobicchieri in pelle upcycled, le collaborazioni con brand coreani, le micro-mostre e la mappa del distretto diventano strumenti per riattivare curiosità e consapevolezza. Chi entra per un caffè spesso esce con la voglia di esplorare le vie della pelle, acquistare materiali, creare qualcosa. È questo movimento spontaneo a ridare vita al distretto. E mentre GACH guarda già a nuove aperture internazionali, il suo sogno più grande resta locale: trasformare Sinseol-dong in una vera “Gat-gil”, la strada della pelle riconosciuta come patrimonio vivente.
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