Il mosaico che racconta la ricchezza dei conciatori ebrei di Egina

È un esempio piuttosto raro di arte ebraica di epoca Tardo Antica, oltreché una testimonianza della ricchezza della comunità che popolava l’isola greca di Egina, un gruppo sociale che si dedicava soprattutto alla concia e alla tintura dei tessuti. Il mosaico (databile IV secolo dopo Cristo) arricchiva il pavimento di una sinagoga ed è stato scoperto per la prima volta durante gli scavi archeologici negli anni ’30: ora sarà finalmente oggetto di una campagna di restauro.

La presenza
Lungo 13,5 metri e largo 7,6, presenta iscrizioni in greco e decorazioni lineari e floreali. Il governo greco ha stanziato per il restauro una cifra pari a 100.000 euro, mentre gli ulteriori 50.000 euro necessari al completamento dei lavori saranno reperiti tramite crowd funding. L’inizio della campagna, curata dalla onlus Progetto Amici del Mosaico della Sinagoga di Egina, è stato celebrato con una mostra sulla comunità ebraica dell’isola, che in epoca romana viveva nei pressi del porto commerciale e militare di Karantina occupandosi, dicevamo, soprattutto della produzione di pelli e tessuti.

Il simbolo
Secondo Elias Messinas, architetto che si occupa della campagna di restauro, proprio il mosaico è un simbolo della prosperità della comunità ebraica. Chi si dovesse chiedere come se la cavavano ai tempi gli ebrei di Egina con pelli e tessuti, Messinas risponde (come riporta The Times of Israel) “abbastanza bene da costruire tale sinagoga”.

Immagine da The Times of Israel

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