Sorpresa archeologica a Messina: “Hey, ma questa è un’antica conceria!”

Dalle viscere di Messina spunta… una conceria (forse). Nel corso degli scavi per la costruzione di un autosilo e del nuovo mercato comunale di Zaera sono infatti venute alla luce delle particolari costruzioni. Secondo gli esperti che ne hanno preso visione i reperti potrebbero risalire all’Ottocento, periodo in cui si attesterebbero le prime occupazioni dell’area, o tutt’al più al Settecento. Gli scavi hanno portato alla luce un reticolo di costruzioni murarie, strutture in mattoni con malta cementizia, che andrebbero a definire delle cisterne di diverse dimensioni collegate poi a canalette di scolo e una sorta di pozzo nero. Tra le ipotesi considerate vi è anche quella che i resti siano relativi a una fabbrica di pellame. Qualche dettaglio potrebbe emergere dalle valutazioni in corso che – come riportano i media locali – sono coordinate dall’archeologa Gabriella Tigano dell’unità operativa della Soprintendenza e dall’archeologa Maria Grazia Liseno. Proprio alla fine dell’Ottocento, del resto, la splendida città siciliana visse una delle sue stagioni più brillanti e l’industria rappresentava un’eccellenza: i filati di seta erano il fiore all’occhiello, ma tra le materie lavorate a Messina vi era anche la pelle. (art)

Foto da messina.gazzettadelsud.it

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