La nota sul terzo trimestre 2025 del gruppo Natuzzi è abbastanza chiara: il nodo sono le continue perdite e, come riconosce la proprietà, la difficoltà a porre un argine all’emorragia di liquidi. I dati sono in leggero miglioramento, ma pur sempre in area negativa. Nel periodo luglio-settembre la holding pugliese registra, a fronte del fatturato netto totale di 74,4 milioni (-0,8% su base annua) e del margine lordo migliorato del 4,2%, una perdita operativa di 5,1 milioni (erano 7,4 nello stesso periodo del 2024). In attesa dell’incontro in Regione del 9 gennaio, i sindacati sono in agitazione per il piano industriale che prevede 479 esuberi.
Le continue perdite di Natuzzi
“L’attuale livello di risultato lordo – riconosce il gruppo – non consente un assorbimento efficiente delle spese di vendita e amministrative. Sebbene i costi salariali e di trasporto siano complessivamente diminuiti nel periodo, siamo consapevoli che sono ancora troppo elevati rispetto all’entità del fatturato”. Il piando industriale 2026-2028 riflette la necessità di rassicurare gli azionisti sulle prospettive di risanamento. Oltre ai 479 esuberi (su circa 1.800 dipendenti), Natuzzi annuncia l’intenzione non solo di chiudere due stabilimenti (Graviscella presso Altamura e Jesce 2, a Santeramo) e di fondare due newco. Come sintetizza il Corriere della Sera, “una industriale (Natuzzi manifattura italiana) e l’altra immobiliare (Real Estate), alle quali saranno conferiti sette stabilimenti (compresi la conceria Natco e uno non operativo) oltre al polo logistico di La Martella e gli impianti da dismettere. Il tutto con il trasferimento di 1.578 lavoratori nella società satellite”.
Le rassicurazioni ai lavoratori
Il 9 gennaio, dicevamo, è in programma l’incontro presso SEPAC, la task force per l’occupazione della regione Puglia. L’obiettivo è evitare che siano i lavoratori a pagare lo scotto maggiore di una stagione di transizione che stenta a trovare approdi. “Dobbiamo trovare strade alternative e sostenibili – sono le parole di Leo Caroli, presidente di Sepac, al Corriere – che riescano a prevedere anche nuovi investimenti per dare un futuro al settore. L’intesa con i sindacati è fondamentale”.
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