Vendere borse (di lusso) di seconda mano e incassare finanziamenti per 25 milioni: il caso Rebag è tutto da capire

Vende borse di seconda mano. Sono borse di lusso. Le vende online. E sta raccogliendo finanziamenti per milioni e milioni. Si chiama Rebag e ha incassato un sostegno finanziario di 25 milioni di dollari da parte di una cordata composta dal fondo di private equity inglese Novator, da General Catalyst e FJ Labs. Nessun nome nuovo, va detto, perché tutte le società coinvolte erano già investitori della società che dalla sua nascita, cioè in 5 anni, ha raccolto in totale 52 milioni di dollari. Rebag ha dichiarato che dal luglio 2017 a oggi ha triplicato le entrate. La società si differenzia dalle altre che operano nel settore del second hand perché tratta esclusivamente borse e paga in anticipo, non al momento della vendita al cliente finale. Charles Gorra, fondatore e ceo di Rebag, ha dichiarato a Glossy Daily di attendersi un 2019 importante per il settore dell’usato, grazie a marchi e rivenditori che stanno abbracciando il concetto: “La domanda nel mercato di seconda mano riflette l’interesse per un prodotto al dettaglio. È molto istruttivo per i marchi avere quel tipo di feedback“. Con il nuovo investimento, Gorra prevede di aprire nuovi negozi “fisici” negli USA, arrivando a 30 nei prossimi due o tre anni negli Usa, triplicando il team di 100 persone. Secondo una ricerca Rebag, il mercato di rivendita di lusso vale 25 miliardi di dollari. Non è un caso, dunque, che un altro portale specializzato, The RealReal, sia stato valutato 745 milioni di dollari e secondo Reuters, stia valutando la possibilità di una IPO entro la fine dell’anno. (mv)

 

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