A Lineapelle 107, “la vetrina sul mondo” per arrivare “alla fonte”

A Lineapelle 107, “la vetrina sul mondo” per arrivare “alla fonte”

“Lineapelle è la nostra vetrina nel mondo, la nostra crescita la dobbiamo alla fiera – commenta Enrica Miramonti, direttrice stile di Conceria Gaiera –: è l’appuntamento che ci consente di presentare i nostri prodotti e incontrare i nuovi contatti. Noi continuiamo a lavorare sull’essenza della pelle”. L’edizione 107 del salone della pelle e dei materiali per il fashion e il design apre a Fieramilano Rho (11-13 febbraio) all’insegna della ricerca. Della disintermediazione. Dell’osservazione o, meglio, dello stimolo a un mercato che si annuncia complesso, ma propone spiragli. La fiera resta il luogo dove le cose accadono e sono possibili. “È la prima volta che visitiamo Lineapelle – ci dicono i due designer del brand di borse polacco Kalina, alla ricerca di materiali e ispirazioni –. Di solito compriamo pelle conciata al vegetale dai distributori in Polonia, ma questa volta siamo venuti direttamente alla fonte”.

“La vetrina sul mondo”

“La fiera resta un momento importante, snodo di un lavoro di contatto e relazione diffuso nel tempo – commenta Michele Vietri di NCL –. L’aspettativa sull’edizione è raccogliere i frutti, anche a distanza di tempo. Vedo segnali positivi dall’abbigliamento, dove non si fanno volumi ma c’è lo spazio per la ricerca”. “Certo,  per questa edizione il contesto è particolare, complice la concomitanza con i Giochi Olimpici – aggiunge Luigi Rizzo, seconda generazione della famiglia alla guida della conceria Ripell –. Il mercato è sempre più competitivo e, quindi, la nostra risposta è puntare su una nicchia. Pezzi piccoli, soprattutto capra ma anche montoni, lavorati per ottenere effetti sorpresa. Quindi diversificare, ma anche spingere con l’articolistica (Alessandro Rizzo, suo figlio e fondatore del brand Demiurgo, sta per lanciare una ballerina in pelle distressed, ndr)”. “Speriamo di rimanere sorprese dall’affluenza – confidano Sabrina e Sandra Giardi di MPG Industria Conciaria –. La situazione di mercato è ancora tranquilla. Stiamo cercando di riattivare e promuovere i canali con clienti esteri. C’è un ritorno all’artigianalità, all’imperfetto ma unico, caratteristiche che il vegetale ha sempre trasmesso”.

 

 

Una domanda da riattivare

“I mercati sono difficili, perché c’è molta confusione – chiosano David Bilanceri e Matteo Saladino di Ausonia –. Adesso l’accordo tra India e UE dovrebbe favorire, ma l’incognita più grossa è sempre quella di Trump e degli Stati Uniti. È sempre più difficile fare programmi e previsioni”. Il terreno della disfida è il desiderio del cliente finale. “Il 2026 sarà positivo solo nell’ultimo trimestre, a patto che le griffe sappiano rianimare l’appeal del prodotto di lusso, appannato dopo gli scandali – commenta Pietro Lanzara di DL Leather –. Qui speriamo di incontrare gli uffici stile per avere nuove visioni, per incubare idee, se si prospettano sfide siamo pronti a raccoglierle. Anche il brand piccolo è prezioso, perché anche loro partecipano alla vitalità del movimento”. Far innamorare il cliente è l’urgenza anche di Eugenio Del Vacchio, di Del Vacchio Leather Diffusion: “Il fatto che il gruppo Kering abbia chiuso un trimestre al di sopra delle aspettative può essere un segnale. È il sistema che deve rispondere insieme, grandi e piccoli brand, tutte le categorie di prodotto. Vorrebbe dire che si è riattivato il desiderio dei clienti. Come aziende ci faremo trovare pronti, investendo nella sostenibilità

Le prospettive

Attenzione maniacale alle richieste dei clienti per evitare la volatilità tipica del periodo. In questo senso il leader di Prealpina, Giuseppe Baldisserotto, è categorico: “Se non investi ti fermi”. C’è da rinnovare il settore secondo Gabriele Boschetti di Conceria Laba, presente a Lineapelle da visitatore, mentre sorride Luigi Dalla Benetta, dell’omonima azienda di Chiampo. Dopo due anni da sereno-variabile, il 2026 registra ordini in abbondanza e promette decisamente bene. “Grazie a Lineapelle negli anni scorsi – ricorda la commerciale di Conceria Quadrifoglio, Martina Baldisserotto – noi che siamo partiti solo con la calzatura abbiamo avuto l’opportunità di intercettare brand di segmento medio-alto anche per la pelletteria”. Tiziano Bonistalli, leather technician e tra i proprietari di Onda Verde (presente dal 1986 a Lineapelle) torna all’importanza del contesto: “Serve la pace, una pace vera per ristabilire gli equilibri e dare respiro. È la stabilità che ci può aiutare, tutti”. (aa/dc/el/mvg/rp)

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×