Perché MinervaHub investe sulle fiere e cosa dice il mercato. Da Milano Unica a Lineapelle, il polo produttivo controllato dalla holding San Quirico ritiene la partecipazione alle manifestazioni fieristiche “uno strumento fondamentale”, come dichiarato dal CEO Alessandro Corsi (in foto). E il mercato dimostra di apprezzare questa scelta.
Da MU a Lineapelle
“Siamo contenti di Milano Unica (20-22 gennaio 2026 a Fiera Milano Rho, ndr) nonostante i timori della vigilia dovuti al cambiamento di date, padiglioni e stand a causa delle prossime Olimpiadi invernali – esordisce Corsi –. In questa edizione abbiamo riscontrato un’ottima affluenza, incontrando anche clienti che non vedevamo personalmente da qualche tempo. Così come abbiamo rilevato che si stanno affacciando nuove realtà produttive provenienti, per esempio, dal Medio Oriente (che dunque non è più solo un’area di consumo) e dal Sud America. Mentre a livello di settore, rileviamo la dinamicità dello sportswear”.
Perché essere in fiera
Lo stesso Corsi sottolinea l’importanza del ruolo degli appuntamenti fieristici per il gruppo MinervaHub. “Rappresentano uno strumento fondamentale per poter avere un contatto personale e diretto con i clienti e per presentare loro una proposta organica, coerente, di qualità e innovativa – afferma –. Ma le fiere sono molto utili anche per cementare l’identità propria di gruppo”. Ecco, dunque, che la presenza della società alla prossima edizione di Lineapelle (11-13 febbraio 2026, sempre a FieraMilano Rho) racchiude tutti questi significati. “A Lineapelle vogliamo dare un’immagine di continuità nelle proposte ma anche la consapevolezza della visione nel percorso industriale intrapreso. Le aziende del nostro gruppo sono ormai integrate e capaci di proporre soluzioni valide a varie fasce di prezzo, dall’extra lusso al premium. Senza mai perdere di vista qualità e innovazione”.
Cosa dice il mercato
Per Corsi la risposta ricevuta a Milano Unica dimostra che il mercato apprezza le scelte (e l’investimento) di MinervaHub in fatto di presenza alle fiere più importanti. “Ho visto molti brand del lusso che hanno maggiore capacità di interpretare un nuovo cambio di passo nella filiera produttiva e offrire soluzioni innovative. A mio modo di vedere queste sono fondamentali per riconnettersi con quella clientela che magari hanno perso negli ultimi anni. A fronte di questi marchi che si affidano sempre più alle competenze della filiera – prosegue Corsi – ce ne sono altri che non hanno ancora intrapreso appieno la strada dell’innovazione e della creatività, restando ancorati a logiche più economiche e di costo/prezzo. Più in generale credo che il sistema debba avere più coraggio, più fiducia e debba osare di più in termini di proposte innovative al fine di rispondere alla discontinuità mostrata dai consumatori finali. Così da orientare il mercato dei consumi a favore di un nuovo ciclo. Per attirare nuovamente i clienti – conclude il manager – occorrono prodotti e politiche di discontinuità”. (mv)
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