Di fiera in fiera: da Kiev a Hong Kong, la prossima settimana l’area pelle fa il giro del mondo

Si apre domani una settimana intensissima per le aziende dell’area pelle, impegnate in un vero e proprio giro del mondo espositivo. Archiviata (giovedì scorso) senza troppi entusiasmi La Moda Italiana@Almaty, in Kazakistan, da domani a martedì 12 marzo si svolgerà (a Berlino) Gallery Shoes (nella foto), presenti 150 brand italiani. Lunedì e martedì, invece, è in programma La Moda Italiana@Kiev, in Ucraina (24 aziende), mentre dal 12 al 14, a Seoul, si svolge Mipel Leathergoods Showroom (iniziativa Mipel che coinvolge anche The One Milano). Mercoledì e giovedì a Elche (Spagna) va in scena Futurmoda. Martedì, invece, a Mosca iniziano anche Mosshoes e Mosspel che chiuderanno venerdì. Riflettori anche su pelle e materiali: da mercoledì 13 a venerdì 15 a Hong Kong si svolge APLF (Asia Pacific Leather Fair).

Voci dal Kazakistan (e non solo)
“Esponendo per la prima volta con brand di abbigliamento, ad Almaty, ci aspettavamo un maggior numero di presenze: invece sono diminuite rispetto alle passate edizioni di Shoes from Italy” ci racconta Marino Fabiani, consigliere responsabile per le attività della CSI di Assocalzaturifici. “Purtroppo, il Kazakistan è un mercato che sta attraversando una fase delicata: l’economia è stagnante e la valuta locale, il tenge, è svalutata per cui abbiamo visto clienti svogliati all’acquisto, anche per i dati delle vendite che sono in rosso”. Fabiani non nutre grandi aspettative anche dall’Ucraina, mercato che sarà approcciato lunedì all’Hotel Intercontinental di Kiev. Si attendono almeno 130 buyer, anche grazie alle azioni di supporto di ICE Agenzia.
Folta la pattuglia di aziende italiane che esporranno a Berlino, in una manifestazione, Gallery Shoes. Il mercato tedesco non regala grandi soddisfazioni alla scarpa made in Italy, ma resta sempre uno dei più importanti. “Personalmente sono ottimista. A Micam ho visto clienti tedeschi cercare scarpe diverse dalle solite che si trovano dappertutto, soprattutto online. Sono quelli che vogliono dare un’offerta diversa. Se il negozio vende la stessa scarpa che si trova su internet, perde” commenta Samuele Camerlengo del Calzaturificio Lorenzi. (mv)

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