Catene, reti metalliche, fibbie, resine, strass. Tutto ciò che dà luce e impreziosisce la pelle nelle sue declinazioni più belle e necessarie al prodotto finale è presente a Lineapelle. Un indotto di grande valore, un panorama imprenditoriale composito, con holding ben strutturate, aziende a conduzione familiare e altre che fanno joint venture. Tutte, indistintamente, hanno l’obiettivo di crescere e migliorare prodotto e posizionamento sui mercati. E per questo hanno partecipato all’edizione 107 di Lineapelle (11-13 febbraio).
Per crescere e migliorare
“I nostri clienti son venuti tutti qui a Lineapelle – spiega il CEO del gruppo Altofare, Davide Aicardi – e quindi non posso che essere soddisfatto. Ora naturalmente confidiamo nel 2026, mantenendo un timido ottimismo”. Il gruppo Altofare, con 14 stabilimenti produttivi in Italia, realizza accessori e finiture destinate specificamente ai grandi brand del lusso. Approccio differente dalle Marche: “Abbiamo un grande spirito di adattamento nonostante la crisi e le difficoltà – ricorda Enio Ruani, imprenditore alla guida di E.M. company, specializzata in accessori moda e componenti per calzature, pelletteria e abbigliamento –. Quello che realizziamo, per il mondo del lusso e non solo, è prodotto per la quasi totalità in Italia, importiamo solo un 10% della componentistica. Quel che c’è da capire è dove andrà davvero il lusso”.
Le dimensioni, il mercato
Sante Cippitelli di Italmetal di Servigliano (in provincia di Fermo) ha rinnovato a Lineapelle l’importanza dell’acquisizione di Lorad, azienda bresciana specializzata nella produzione di fibbie, rivetti, stampaggi a caldo e accessori moda, destinati in particolare alla pelletteria. “È una scelta di posizionamento, per dare sempre il massimo ai nostri clienti – ha ricordato Cippitelli – e per aprirci anche ad un comparto medio che si prevede possa crescere nei prossimi mesi. I materiali, le lavorazioni, l’impegno è sempre al massimo, per tutti i nostri clienti. Qui a Lineapelle abbiamo lavorato, riportato tanti contatti storici che da un po’ non incrociavamo, in particolare dell’Est Europa. Ora – continua Cippitelli – vedremo cosa si muove davvero nei prossimi sei mesi. Ci sono alcune certezze: che uniti si è sicuramente più forti, perché si mettono a sistema le potenzialità”. I clienti sono a loro modo imperscrutabili: “Possono selezionare qualsiasi cosa, per collezioni maschili o femminili – conclude –. Magari quello che pensi non vada viene poi accolto positivamente, al contrario dell’accessorio sul quale puntavi tutto. È sempre il marchio che decide”. (aa)
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