È il caso di dire: “cambiare pelle”. Perché quest’anno a Lineapelle 107 (Fiera Milano Rho, 11-13 febbraio) è stata anche la prima volta di Filo, il Salone internazionale dei filati e delle fibre giunto alla sua 65° edizione. Tutta una questione di sinergie, potremmo riassumere. Come ha sottolineato Paolo Monfermoso, responsabile Filo che oggi ha presentato l’evento nel padiglione 5. “La collaborazione con Lineapelle è una scommessa a tutti gli effetti, un gioco di squadra”. E infatti per i prossimi due giorni (la rassegna finisce infatti oggi) le due fiere condivideranno spazi e visitatori. Ci siamo fatti raccontare quali sono le particolarità e gli obiettivi da Rossano Bisio, fabric designer di Filo, per capire quale è il valore aggiunto per competere nel mercato globale.
La prima volta di Filo
Dicevamo della sinergia, inedita, per certi versi, ma nemmeno tanto. Perché pelle e filati stanno vivendo la stessa congiuntura particolare. Come ha sottolineato Fulvia Bacchi, CEO di Lineapelle. “Per noi è importante la presenza di Filo, soprattutto nel mercato attuale, dove organizzare fiere è sempre più difficile. Ecco perché aggregarsi è la risposta giusta”. Oltre ad una serie di talk che si susseguiranno nella tre giorni, Filo porta in fiera una proposta pensata per affrontare temi di attualità per il settore. Tra l’Area Trends e quella Quick Delivery in cui i visitatori potranno scoprire le collezioni di aziende italiane, europee e internazionali selezionate per l’eccellenza dei loro prodotti, ma anche da Made in Filo, una collezione realizzata a partire dal tema Nexus.
Chi entra sa con cosa esce
Come sottolinea Bisio, in questo scenario di sinergie e filiere che si intrecciano, le figure del product manager e del trend forecaster assumono un peso decisivo. Sono figure che oggi devono muoversi con una visione globale, anticipando i cambiamenti e leggendo il mercato con mesi di anticipo. “Il nostro lavoro parte sempre da un concept che sviluppiamo almeno tre mesi prima dell’apertura di Filo” spiega Bisio. “Avere una visione sull’intero arco della filiera è fondamentale per dare coerenza e direzione al progetto”. È qui che entra in gioco Nexus, il tema guida di questa edizione. Un termine che, nella sua radice etimologica, rimanda al “nesso”, al legame, al filo come connessione tra fibre, materiali, competenze e processi. Un concetto che diventa metafora dell’integrazione della filiera: non più compartimenti stagni, ma un sistema in cui ogni passaggio dialoga con il successivo.
Molteplici aspetti
Per costruire questo dialogo, però, bisogna considerare molteplici aspetti: volumi, geometrie, ricerca, alchimie materiche, fino ai big data, che oggi orientano scelte e previsioni. “L’esigenza è duplice” continua Bisio. “Da un lato parlare a un pubblico tecnico, dall’altro rendere chiari i passaggi che portano dal trend alla produzione e allo sviluppo. È un lavoro di traduzione, necessario per dare senso e direzione alle esposizioni”. Da qui nasce Made in Filo, un progetto che trasforma la ricerca da multimediale a concreta. Una collezione che rispecchia realmente la produzione, traducendo il concept in materiali tangibili. Come nel caso di una superficie vibrante in crepe satin di seta che, con le sue increspature vibranti, evoca alchimie tattiche e visive. Un percorso, quello di Filo, che attraversa abbigliamento sportivo, moda e arredamento.
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