White Milano funziona

La rassicurante creatività di White: più buyer, tantissimi accessori

Un ottimo inizio. Tante proposte stimolanti. Molti, moltissimi accessori. A Milano, White conferma che il primo giorno di rassegna, ieri, apre scenari rassicuranti sul bilancio dell’intera manifestazione che chiude domani. I buyer in ingresso nella giornata inaugurale , infatti, sono cresciuti delò 6%, del 16% considerando solo gli stranieri. Ottime indicazioni per un salone dove eclettismo e creatività comandano.

Temi, tendenze
La pelle mixata alla seta
dei kimono nelle borse di Federico Price (che espone all’interno dell’area dedicata alla Sicilia). La lana e il cotone di Damowang ricoperti da un impercettibile strato di PU. I capi spalla e i pantaloni in plastica recuperata dalle bottiglie di una start up portoghese. Le piume sulle sneaker proposte da Nan Ku Couture. I sandali di Emanuela Caruso. A White è interessante notare come ognuno interpreti le proprie origini come meglio crede. Così nascono articoli nel solco della tradizione, con volumi e materiali che definiscono la provenienza. Oppure c’è chi lavora sui suoi materiali e li traduce in un’estetica cosmopolita. Il che vuol dire che nulla è scontato. Lo spazio dedicato ai top designer della Cina non ha un’impronta necessariamente orientale. I brand portoghesi, o i nomi arabi, non restano confinati nello stile del Paese d’origine. La contaminazione è arricchimento, la qualità elevata.

Accessori protagonisti
Tanti, ma proprio tanti gli stand di articoli di pelletteria: borse, calzature, cappelli, bijoux, in tutti gli spazi, non solo confinati nella neonata area Accessory White. “La fiera risponde alle aspettative di un mercato in cui i negozi di sola pelletteria sono spariti e quelli di calzature non sono in salute”, osservano alcuni espositori. E per l’identità di alcuni è più adatto di Mipel. Gavazzeni Cinture, per esempio, “si è accostato a White da alcuni anni e la scelta è corretta per il nostro business”. Riscontri positivi anche per il marchio di calzature marchigiano La Belle che, spostando la produzione sulla gamma più alta del mercato, ha trovato a White la sua “casa”.

Immagini tratte dal profilo Instagram White

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