Micam, ultimo atto: uniformità no season per la sneaker, mille variazioni per chi valorizza il classico

Le sneaker sono il portabandiera della tendenza “no-season” che ha influenzato la proposta dei produttori di calzature a Micam, manifestazione che chiude oggi a Milano l’edizione numero 87. Se, da un lato, le aziende “classiche” puntano sulla loro produzione storica, valorizzando i modelli per i quali sono conosciuti sul mercato, dall’altro non possono non tener conto delle ultime tendenze moda.
Eccole.

La Donna
Per la donna un ritorno dello stile texano, sia con scarpe basse ornate da accessori  sia con il classico stivaletto. Modelli che qualche brand ha rivisitato anche in chiave maschile. La classica ed eterna décolleteé, scarpa simbolo della femminilità, è nata no-season e resta molto presente all’interno degli stand, in molteplici declinazioni. Se il tacco varia nelle forme, nelle altezze e nelle dimensioni, non cambiano i materiali, pellame per la tomaia e cuoio per il fondo.

L’Uomo
Per l’uomo domina la sneaker ma, come era già stato notato a Pitti, un certo numero di aziende (che preferiscono evitare questo mercato giudicato “fin troppo saturo di offerte”), hanno puntato sul fondo in gomma e sulla leggerezza di modelli più urban, tra i quali anche i classici stivaletti “stile-Timberland”. Pelle sempre in primo piano con l’aumento del mix con tessuti tecnici (neoprene) e, soprattutto nel mondo femminile, con velluto e altri materiali.

L’uniformità
Collezioni uniche o con accorgimenti per i vari mercati? Chi punta sulle sneaker ha collezioni vaste, ma uniche. Gli altri, viceversa, cercano di catturare la clientela con modelli ad hoc: più vistosi ed eccessivi per i cinesi, più minimalisti per gli altri mercati anche per contenerne il prezzo. “Per approcciare i vari mercati occorre capirne la cultura e i gusti. Se per la sneaker il mercato è più uniforme, per le altre scarpe no. Il modello che piace ai russi non è scontato che piaccia anche in Germania o in Francia per cui cerchiamo di mirare le collezioni per il loro mercato di destinazione” spiega Sara Galli del calzaturificio Brunate. (mv)

 

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