Pronti per Micam e Mipel. Da domenica 22 a martedì 24 si svolgeranno a Fiera Milano Rho l’edizione numero 101 del salone della calzatura e la 129 di quello della pelletteria. Al Micam esporranno 794 marchi, di cui 402 internazionali e 392 italiani. Al Mipel (nella nuova location del padiglione 5) i brand saranno circa 180 di cui due terzi italiani. Le due fiere (dedicate alle stagioni invernali) si tengono in concomitanza con The One Milano (118 marchi equamente suddivisi tra italiani e stranieri) che partirà con un giorno di anticipo: dal 21 al 23 febbraio. “Micam rappresenta oggi molto più di una fiera – afferma Giovanna Ceolini, presidente Micam e Assocalzaturifici –. È un hub strategico per l’intero ecosistema calzaturiero, un punto di incontro tra visione industriale, innovazione e internazionalizzazione”.
Pronti per Micam: le sensazioni degli espositori
Sara Galli (Brunate)
“Le mie aspettative sono positive. Ci aspettiamo l’arrivo di clienti provenienti dall’estero, ordini e, in generale, piccoli segnali di miglioramento che ci diano speranze di una ripresa imminente. Questo anche per motivarci e spingerci a continuare a dare il nostro meglio”.
Marco Barachini (I.S.G. – Luciano Barachini)
“Questa edizione ha l’incognita della concomitanza olimpica che potrebbe disincentivare alcuni clienti, soprattutto quelli più piccoli. I grandi buyer sembrano aver confermato la loro presenza. Notiamo un grande interesse verso collezioni che presentano creatività e unicità. In questo periodo sta veramente facendo la differenza l’emozione, molto più che in passato”.
Carlo Esposito (Enjoy Italia – Kv Milano)
Abbiamo già clienti che hanno confermato la visita al nostro stand per visionare la nuova collezione e fare i primi ordini. Altri hanno preferito passare il turno a causa delle spese di soggiorno a Milano, già cresciute per le Olimpiadi invernali. Puntiamo soprattutto al mercato asiatico, Giappone e Corea su tutti”.
E per il Mipel
“Mipel rappresenta un momento strategico per l’intera filiera della pelletteria – afferma Claudia Sequi, presidente di Assopellettieri e di Mipel –. In una fase complessa per il comparto, è fondamentale, infatti, preservare i punti di riferimento e continuare a creare spazi di apertura, confronto e opportunità di business, con un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del settore”.
Paolo Cardelli (Ripani Italiana Pelletterie)
“Abbiamo buone aspettative. In particolare per l’Africa, il Medio Oriente e il Far East, con una maggiore prudenza per il mercato giapponese visto che il Paese sta affrontando sfide a livello economico. Ci aspettiamo meno dall’Europa e dagli Stati Uniti a causa dei dazi, anche se la situazione generale è migliore rispetto al passato. In Italia c’è grande attenzione al rapporto qualità-brand awareness-prezzo”. (mv)
Foto d’archivio
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