Due articoli in due giorni sono sufficienti per intuire cosa sia accaduto: la trattativa per Armani non è decollata e, forse, non decollerà mai. Prima da Glitz.Paris sono trapelati i motivi di freddezza dei tre partner (LVMH, L’Oréal ed EssilorLuxottica) che secondo lo stilista piacentino meritano una corsia preferenziale per entrare nel capitale del gruppo. Quali? I paletti previsti nel testamento di re Giorgio sarebbero troppo stringenti per un affare molto oneroso. Dal Corriere del Sera ci arriva, invece, la posizione della Fondazione Armani.
La trattativa per Armani non è decollata
Il quotidiano di via Solferino non indugia sull’eventuale perplessità dei potenziali soci. Ma ci aggiorna, invece, sui ripensamenti dei membri del consiglio d’Amministrazione della Fondazione Armani. A quanto risulta, sta cambiando l’interpretazione dell’indicazione testamentaria sull’apertura del capitale a nuovi partner da realizzare entro 18 mesi. La novità è che “all’interno della famiglia sta però emergendo il convincimento – si legge – che l’apertura del capitale di Armani fosse non un obbligo, ma un’opzione offerta alla famiglia”. Parafrasato: se i promessi sposi non si rivelano interessati, meglio studiare un piano B in autonomia. Certo, resterebbe il vincolo tra il legale e il morale di rispettare le ultime volontà del fondatore. E pare che l’opzione indipendente non la contraddica.
Chi fa da sé
“Il sogno dello stilista era che la famiglia trovasse la forza per continuare a guidare il gruppo. In caso contrario – scrive il CorrSera –, gli eredi avrebbero potuto seguire il percorso di affiancamento a una grande realtà industriale. Nulla vieterebbe, quindi, ai discendenti di mantenere il timone industriale per un periodo di tempo più lungo”. Per andare avanti da soli serve un piano e anche questo è in cantiere: “Secondo indiscrezioni, il consiglio della società ha avviato la ricerca di un consulente industriale per redigere un nuovo piano strategico per affrontare una fase complessa per il mercato mondiale della moda – è la conclusione –. Al contempo, il board della Fondazione dovrebbe incaricare intorno alla metà dell’anno un advisor per elaborare una valutazione finanziaria preliminare di Armani alla luce dei numeri attuali e delle prospettive di crescita”.
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