Il leather cluster risponde: “La pelle è disruptive? Certo che sì”

Il leather cluster risponde: “La pelle è disruptive? Certo che sì”

Chi punta i riflettori sul processo, chi sul prodotto, chi sui risultati raggiunti: tutti sulla capacità di comunicarli. La domanda di copertina de La Conceria n. 10 era: “La pelle è disruptive?”. Conciatori, studenti di moda e addetti ai lavori rispondono con entusiasmo. La moda è incalzata dalla voglia e dalla necessità di nuovo. La filiera della pelle si conferma in grado di affrontare anche questa sfida.

Le testimonianze
Il pubblico che ha deciso di rispondere a La Conceria è variegato, dicevamo. Abbiamo raccolto le opinioni di Costanza Motta (Conceria Motta Pelli) e Lorenza Rigato (Conceria Rigato Romano), ad esempio. Ma non solo. Abbiamo parlato di pelle e disruption con Enzo Bruttomesso (CarLab, lavorazioni conciarie), Giancarlo Dani (Gruppo Dani) e Carlo Di Lorenzo (Del Vacchio Leather). L’appello è parziale. Ci sono tanti altri interlocutori, inclusi studenti degli atenei IUAV di Venezia e Polimoda.

La pelle è disruptive?
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Foto dell’edizione ottobre 2019 de Lineapelle

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