Lineapelle Designers Edition al via domani. Si apre a Milano la nuova edizione della rassegna che unisce creatività, materiali e processi in un laboratorio aperto al pubblico. Per cinque giorni, dal 26 febbraio al primo marzo, il Leather Fashion Hub diventerà un luogo di ricerca, con la pelle come linguaggio condiviso. Nove sfilate e quattro presentazioni in un programma che intreccia visioni, tecniche e identità. Al centro, giovani designer, marchi affermati e atelier indipendenti che ci mostreranno come la pelle continui a generare estetiche contemporanee.
Lineapelle Designers Edition al via domani
La tensostruttura del Leather Fashion Hub in Piazza Tomasi di Lampedusa ospiterà un percorso che attraversa mondi lontani, uniti dalla volontà di ripensare la pelle come strumento narrativo. Si parte domani con OPOLAÌA, che fonde Oriente e Occidente in un’idea di couture luminosa e complessa, seguita dalla visione etica di Florania, dove l’upcycling diventa gesto politico e poetico. Toccherà poi a 1972 DESA portare in scena l’eleganza della tradizione pellettiera reinterpretata da Ivana Omazic. Venerdì sarà il turno di Marco Rambaldi che nel suo lavoro intreccia crochet, memoria e inclusione in un racconto generazionale. Insieme a AENDÖR STUDIO, che punterà sul nero come spazio di autodeterminazione, tra avanguardia giapponese e artigianalità italiana. Fino a Chronos Corps e le sue armature post-apocalittiche come simbolo di rinascita. Sabato toccherà ad ALCHÈTIPO alla ricerca di identità fluide, alla sartoria sovversiva di Tokyo James e alla gentilezza punk di Simon Cracker.
Le presentazioni di Spazio Lineapelle
Accanto alle sfilate, lo Spazio Lineapelle ospiterà quattro presentazioni che ampliano il discorso sulla pelle come materia culturale. Biagini racconterà una storia familiare che dal 1968 rinnova l’artigianalità italiana con un approccio contemporaneo. Amato Daniele porterà avanti l’eredità della maison Leu Locati con accessori che uniscono savoir-faire e modernità. Spazio anche a LA-BÒ Milano che propone una shopping bag circolare nata dal recupero delle giacenze delle concerie, dimostrando come il design possa essere essenziale e responsabile. Kamilla, infine, esplorerà la pelle come esperienza interiore. O come imperfezione, archetipo, scelta.
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