Caro pelli, Hermès alza i prezzi

L’aumento dei prezzi della pelle e in parte quelli della seta indurranno Hermes a rivedere i listini del 2014. L’azienda francese segue quindi le orme di Kering e Vuitton, che hanno assunto un’analoga decisione a inizio 2013. Per Hermes esiste anche il fattore Giappone, vista la debolezza dello yen e la dipendenza dei numeri di bilancio dalle vendite in Estremo Oriente, dove l’azienda parigina produce un quinto del fatturato (la maggiore tra le case del lusso, a giudizio di Ubs). Axel Dumas (nella foto), che a gennaio rileverà l’attuale amministratore delegato Patrick Thomas, non ha nascosto che “in effetti è lecito attendersi l’aumento dei prezzi che come sempre vorremmo in termini moderati”. Hermes sta fronteggiando difficoltà nel reperire vitellini, il materiale primario della sua produzione, a causa delle macellazioni inferiori dovute alla minore richiesta sul mercato della carne. E la contemporanea richiesta delle aziende del lusso, spiega l’azienda, porta i prezzi delle pelli conciate a crescere del 20-30%. Grazie soprattutto a prodotti come le borse Birkin e Kelly (6.000-30.000 euro), e nonostante la debolezza del mercato cinese, Hermes ha comunque registrato una crescita dei profitti del 14% nel primo semestre (584.1 milioni di euro) proprio in virtù della domanda di pelletteria. L’azienda ha confermato che si attende margini di guadagno (570 milioni di euro) prossimi al record registrato nel 2012. (pt)

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