Chi è il prossimo Gucci? In Borsa scommettono su Prada e Burberry, ma per WSJ Michele e Bizzarri sono inattaccabili

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In Borsa si ha voglia di scommettere su chi sarà il prossimo Gucci, cioè la prossima griffe a mettere il turbo allo stile e alle vendite. Gli investitori puntano gli occhi su Prada e Burberry, i brand che promettono le più interessanti parabole di crescita. Ma Wall Street Journal spegne gli entusiasmi: non solo la posizione di Gucci è inattaccabile, ma le inseguitrici mostrano ancora qualche difficoltà strategica. Cominciamo dai punti di forza della maison fiorentina. Secondo WSJ, il duo Michele-Bizzarri è l’unico, ad oggi, ad aver davvero presidiato il mercato dei Millennials: gli under 35 rappresentano il 57% della sua clientela, mentre per le altre griffe si attestano sulla media del 40%. Il merito va allo stile “tagliente e retrò”, ma anche alla vision del ceo Marco Bizzarri, che da subito è andato incontro ai nuovi consumatori e alle nuove modalità di acquisto con il pricing giusto e investendo nell’e-commerce e nel social marketing, settori dove solo adesso i competitor spendono il 30% del loro budget (era il 24% nel 2015). Ai punti di forza di Gucci fanno da contraltare le perplessità sulle due candidate al sorpasso. Burberry e Prada, ad esempio, vivono stagioni di ripresa, ma solo grazie al generale ritorno dei cinesi, osserva WSJ, non per veri cambi di passo interni. In più, mentre per Prada, le cui attività sono legate intrinsecamente alla coppia Bertelli-Miuccia, è impossibile il radicale rinnovamento del management da cui è partita la progressione di Gucci, Burberry (che ha cambiato dirigenza) dichiara di voler salire di segmento, allontanandosi così però proprio dai Millennial. Insomma, la conclusione del quotidiano finanziario di New York è che non solo è prematuro parlare di fine della monarchia di Gucci, ma è anche difficile ipotizzare chi sia il prossimo cavallo di razza dell’industria di lusso. Magari un altro brand del gruppo Kering, ipotizza WSJ. Magari Bottega Veneta. Chissà…

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