Coach addio: dal 31 ottobre il gruppo si chiamerà Tapestry, perchè “siamo una vera casa di moda”. I social insorgono

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Il precedente è molto recente e molto illustre. Anno 2013: il colosso francese PPR, proprietario tra i tanti brand anche di Gucci, decide di cambiare nome in Kering, perché, dicono a Parigi, “la radice ker, in bretone, significa casa, mentre in inglese Kering gioca con il termine care, caring. Ci sembra più adatto e coerente con la nostra identità”. Quattro anni dopo, quasi vittima di una “sindrome francese”, il gruppo Coach prende la stessa decisione, motivandola in modo simile. Dal 31 ottobre la company USA, oltre 70 anni di pelletteria alle spalle e un presente arricchito dalle acquisizioni di Stuart Weitzman (2015) e Kate Spade (pochi mesi fa) si chiamerà Tapestry. Vuol dire Arazzo e, secondo il ceo Victor Luis, “identifica una corporate identity capace di rappresentare ed esprimere i valori di creatività, artigianalità, autenticità e inclusività espressi dai marchi nella “community” di Coach. Dopo l’acquisizione di Stuart Weitzman e Kate Spade – dichiara Luis – la società si è evoluta da un monobrand specialty retailer a una vera casa di moda, con marchi desiderabili e dalla carica emozionale”. Una scelta per fare chiarezza, dunque, e dare un nome inequivocabile all’ombrello societario sotto cui si muovono affiancate la pelletteria griffata Coach e Spade insieme alle scarpe di Weitzman. La scelta ha fatto insorgere (ovviamente…) i social network, dove l’ironia si spreca, soprattutto perché Tapestry è il titolo di uno dei dischi di maggior successo della musica americana degli anni ’70: lo incise la cantautrice Carole King nel 1971, contiene il famoso pezzo You’ve Got a Friend e ha venduto oltre 35 milioni di copie: “Ma abbiamo scoperto che la maggior parte dei Millennials non l’hanno mai ascoltato”, commenta Luis al New York Times come a scacciare immediatamente qualsiasi rischio di confusione. Intanto, però, anche la finanza non ha accolto molto bene la notizia. L’annuncio del nuovo naming, infatti, ha avuto immediate ripercussioni a Wall Street, dove il titolo Coach (che a breve sarà sostituito dall’acronimo TRP) ha perso l’1,48%.

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