L’ascesa del marchio di Phoebe Philo è spesso raccontata come un caso di culto contemporaneo: una designer amatissima che ha segnato la storia di Celine, un’estetica riconoscibile, un pubblico disposto a pagare cifre elevate per capi essenziali e rarefatti. Ma dietro la narrativa del successo immediato si nasconde la realtà molto più concreta (e molto più costosa) di ciò che serve davvero per far partire un brand di lusso. Perché un marchio giovane, anche quando porta il nome di una delle designer più influenti degli ultimi vent’anni, non può reggersi da solo in tre anni. E infatti non lo fa: a sostenerlo è LVMH, che ha già immesso decine di milioni di euro senza aver ancora visto un ritorno. Ecco quanto costa sostenere l’ottimo lancio di Phoebe Philo.
Sostenere l’ottimo lancio di Phoebe Philo
Il caso Philo è uno di quelli da manuale per capire quanto capitale, tempo e pazienza servano per costruire un marchio globale da zero. E l’avvio del suo brand dimostra pure che il lusso contemporaneo non è un terreno per imprenditori leggeri. Come scrive Glitz.Paris, nel 2024 il marchio ha generato quasi 13 milioni di euro di ricavi, una cifra notevole per un progetto così giovane, ma insufficiente a coprire costi che hanno superato i 27 milioni. Il business della Philo, poi, è particolare: produzione di altissima qualità, team specializzati, piattaforme digitali proprietarie, logistica globale, sviluppo prodotto, campagne mirate. Ogni tassello richiede investimenti continui e ingenti. Va anche detto che fin dalla creazione il marchio ha lavorato su una struttura più snella. Nessuna sfilata, nessun influencer o grandi eventi. Il risultato è un marchio che cresce, sì, ma che brucia capitale a un ritmo inevitabile per chi vuole entrare nel mercato del lusso con ambizioni internazionali.
La mano di LVMH
Ecco quindi che il ruolo di LVMH non è secondario ma una delle condizione stessa che permette al progetto di esistere. Dal 2023 il gruppo, attraverso Sofidiv, ha investito oltre 45 milioni di euro tra equity e prestiti, arrivando a finanziare quasi ogni trimestre nuove iniezioni di liquidità. Non si tratta di “assegni in bianco”, ma di un sostegno strategico: LVMH sa che un marchio di lusso impiega anni prima di raggiungere la redditività, e che il nome Phoebe Philo ha un potenziale enorme, purché sostenuto nel lungo periodo. La designer, dal canto suo, sta già pianificando espansioni costose, dal lancio degli accessori alla prima boutique fisica a Mayfair. Insomma, passaggi che richiederanno altri finanziamenti.
Foto Phoebe Philo
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