Ferragamo cresce in Asia e Nord America

Tutti i mercati in crescita, profitti raddoppiati e vendite mondiali al +9%. E’ questa la foto istantanea Ferragamo a gennaio-marzo 2013, con la calzatura in aumento dell’8% e la pelletteria del 13. Queste due categorie rappresentano il 74% del business. Durante la conferenza con gli analisti, avvenuta ieri, l’amministratore delegato Michele Norsa ha indicato che “la Cina cresce, anche se in modo diverso, perché sono le città di seconda e terza fascia a mostrare maggiori progressi grazie anche al turismo in arrivo da altre regioni. Hong Kong, Macao e Australia stanno andando al di là delle attese mentre Corea e Singapore mostrano prestazioni altalenanti”. L’azienda fiorentina ha riportato 24,3 milioni di euro in profitti netti (12 nel primo trimestre 2012), mentre il fatturato sale a 280 milioni contro i 260 del’anno scorso. Le regioni asiatiche contribuiscono alle vendite per il 36% (102 milioni, +6%), il Nord America cresce del 19%, il Giappone scende dell’8% per effetto della svalutazione dello yen (a cambi costanti sarebbe +4%). La situazione mondiale, precisa Norsa, è contrastata: “Nel Sud Europa esiste un panorama politico instabile, ma l’aumento dei viaggiatori apporta comunque un buon traffico generale”. Ferragamo vuole cavalcare il movimento insediando negozi aeroportuali in Cina, Tailandia, Dubai, Indonesia e ad Istanbul. L’azienda controlla direttamente 339 negozi ed è presente in altri 261. (p.t.)

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