Ferragamo, finisce un 2016 critico (fatturato -0,7%): nell’anno nuovo si riparte dalle calzature

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Nei primi 9 mesi del 2016 il giro d’affari di Salvatore Ferragamo (1,014 miliardi di euro) ha registrato una lieve flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: -0,7%. Il dato del terzo trimestre è positivo (304 milioni, +1,7%), ma al di sotto delle aspettative degli analisti: la Borsa di Milano ha accolto oggi la notizia con un crollo del 7,15% del valore del titolo. Intanto, anche a causa del rallentamento globale dei consumi di lusso, nei 9 mesi Ferragamo riscontra il trend negativo della pelletteria (370 milioni, -1,2%), cui fa da contraltare la crescita del comparto calzature (437,8 milioni, +1%). Il brand fiorentino, che di recente ha rinnovato i vertici con l’arrivo di Eraldo Poletto (ceo, nella foto), Fulvio Rigoni (direttore creativo abbigliamento maschile e femminile) e Paul Andrew (responsabile invece dello stile delle calzature), nel 2017 intende ripartire proprio facendo leva sulle collezioni di scarpe. “Vogliamo essere un brand più moderno e contemporaneo – ha detto Poletto alla stampa durante la conferenza di presentazione dei dati finanziari – e migliorare i risultati della distribuzione retail non attraverso nuove aperture, ma con il miglioramento della rete già esistente tra Europa, Nord America e Asia”. A proposito dei nove mesi 2016, il risultato operativo lordo di Ferragamo (216 milioni) è in calo dello 0,7%, così come decresce del 2,1% l’ebit (179 milioni). Cresce sensibilmente, invece, l’utile (112 milioni), che si attesta al +0,2%. (rp)

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