Ferragamo stringe i denti: nel 2018 gli utili calano, ma il piano di ristrutturazione funziona. Sorride Aeffe

Marginalità in calo per Ferragamo (che, però, guadagna in Borsa) e in aumento per il gruppo Aeffe. Salvatore Ferragamo ha chiuso il 2018 con un utile netto di 90 milioni (-21,1%), mentre il risultato operativo (Ebit) è passato a 150 milioni (-19,5%) e l’Ebitda è diminuito del 13,8% a 214 milioni a causa dei costi del piano di risanamento e delle vendite in calo. Ferragamo punta “alla valorizzazione del brand e all’ottimizzazione dei processi e della struttura organizzativa – indica l’azienda con una nota –, in coerenza con i programmi già avviati nel secondo semestre 2018, mirando a creare i presupposti per una crescita sostenibile nel medio periodo”. Il calo della redditività è in linea con le attese e la griffe ha fiducia nel 2019: sono gli elementi per i quali stamattina la Borsa ha premiato la griffe fiorentina, anche se gli analisti restano cauti.
Dati Aeffe
Scenario completamente opposto per Aeffe, holding che controlla brand quali Moschino, Pollini, Alberta Ferretti, Philosophy di Lorenzo Serafini e Cédric Charlier. Il gruppo ha registrato nel 2018 un Ebitda in crescita del 18,5% a 43,3 milioni di euro e un utile netto in aumento del 46% a 16,7 milioni di euro, grazie ad una minore incidenza dei costi operativi. Per la divisione calzature e pelletteria, l’Ebitda è stato pari a 11,7 milioni di euro (pari al 9,9% del fatturato della divisione, rispetto 9,0% del 2017), con un incremento di 1,9 milioni di euro (+20%). “Anche l’esercizio 2018 si è caratterizzato per l’efficace strategia del gruppo, contraddistinta da consistenti investimenti nella ricerca stilistica dei brand in portafoglio, dal rafforzamento dei rapporti con la rete wholesale e da una calibrata presenza retail” ha spiegato Massimo Ferretti, presidente esecutivo di Aeffe, che per il 2019 auspica “un percorso di ulteriore sviluppo per i nostri brand, anche nel segmento accessori, oltre all’ottimizzazione della presenza in mercati ad elevato potenziale, soprattutto nell’area del Far East”. (mv)

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