Gucci è la prima griffe della classifica Brand Finance, ma (in media) cresce il valore di tutto il lusso italiano: allarme sui piccoli

Gucci è la prima delle griffe del lusso a comparire in classifica occupando, con un brand value di 8,6 miliardi di dollari (+19% annuo), il quarto posto di “Italy 50 – 2018”, la graduatoria delle 50 aziende dal maggior valore dell’industria italiana stilata da Brand Finance. Gucci svetta (come è usuale da qualche tempo), ma non è l’unica maison in lista. Al nono posto si trova Prada, il cui piazzamento è stabile ma che vede il valore (3,8 miliardi) cedere l’1% su base annua, mentre al decimo slot c’è un’altra grande delusa: la valutazione di Armani (3,5 miliardi) perde il 2%. A metà classifica, invece, c’è posto per i brand in ascesa: 17esima è Moncler, 21esima Bottega Veneta e 22esima Valentino. Seguono nella seconda metà della classifica Versace (33), D&G (36), Miu Miu (46) e Tod’s (47). Mentre i principali 50 marchi italiani, osservano gli analisti di Brand Finance, crescono a velocità più sostenuta dell’economia nazionale, dalle aziende fuori classifica arrivano i principali segnali d’allarme. Perché sono quelle che con maggiori difficoltà reggono il confronto con i competitor internazionali.

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