Hermès, sempre più margini

Margini al 32,1% per Hermès. La società parigina ha ufficializzato oggi i dati del bilancio 2012, che evidenziano l’ottenimento di una marginalità eccellente: è salita al 32,1%, quasi un punto in più rispetto al 2011. Questo balzo ha permesso al gruppo del lusso di archiviare l’anno con un incremento del 24,6% dell’utile netto, a 740 milioni euro, rispetto ai 594 milioni euro del 2011. Il fatturato è stato pari a 3,48 miliardi di euro (+22,6%). L’ebit tocca il massimo storico dal giorno della quotazione in Borsa: +26,4%, da 885 milioni a 1,19 miliardi di euro. “Lo stesso management è stato probabilmente sorpreso di questa dinamica, un mese fa aveva detto di aspettarsi per il 2012 un Ebit margin solo leggermente meglio di quello del 2011, pari a 31,2%” ha segnalato un report di  Websim. Nel 2012 Hermès ha creato 800 nuovi posti di lavoro, portando il numero complessivo di dipendenti a quota 10.118, di cui 6.110 in Francia. Gli investimenti sono stati pari a 370 milioni. Previsioni 2013 all’insegna della fiducia. Gli azionisti si sono assicurati un dividendo di 1,50 euro per azione, il 4 giugno però il board valuterà la proposta di portare la cifra a 2,5 euro.
“Hermes dimostra di essere in piena corsa, così come altri brand di nicchia. Il suo limite sta tutto nella capacità di quanto possa produrre nell’area pelle”. E’ il giudizio con cui Luca Solca, analista di Exane Bnp Paribas, accoglie questi dati.
L’esclusività del prodotto viene indicata nel successo del modello di borsa Kelly e Birkin (12 mila euro) la cui consegna viene effettuata dopo mesi, nonostante Hermes abbia appena avviato due nuovi laboratori a Parigi. Solca ricorda anche che l’azienda limita la fornitura ai negozi dei suoi modelli più esclusivi per controllare i profitti.

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