Il 2026 del lusso non sarà gentile con nessuno. Tra attese sospese e promesse da verificare, le grandi banche d’investimento e le società di analisi finanziaria hanno già messo nero su bianco le loro previsioni, e il quadro che emerge è complesso, ma non privo di spiragli. Chiaramente, servono risposte concrete: chi guiderà la ripresa? Quali mercati faranno la differenza? E soprattutto: chi resterà indietro? Abbiamo provato a rispondere a queste domande nell’articolo “Tutte le analisi che ci servono per capire cosa accadrà nel 2026” su Lineapelle Magazine.
Il 2026 del lusso non sarà gentile
Secondo Bain & Co, il 2026 segnerà una crescita tra il 3 e il 5%, trainata da Stati Uniti, Europa, Giappone e da una Cina che torna lentamente a respirare. Nord America e Medio Oriente restano comunque i mercati più promettenti, mentre la penetrazione del lusso tocca minimi storici: solo 40-45 clienti su 100 acquistano davvero. McKinsey, dal canto suo, conferma un miglioramento diffuso, sostenuto dal reset creativo che dovrebbe riaccendere l’interesse dei consumatori. Ma avverte: i prezzi elevati allontanano gli aspirazionali, mentre i clienti abituali spostano la spesa verso benessere e salute. La domanda di gioielli, invece, continuerà a crescere fino al 2028. Bernstein vede invece un 2026 in rialzo del 4-5%, con USA e Medio Oriente in testa. Ma la vera variabile resta la Cina: se tornerà a spendere, il settore potrebbe vivere un nuovo boom. A vincere saranno i marchi con identità forte e i grandi gruppi, mentre i brand di nicchia rischiano l’irrilevanza.
Tra rischi e opportunità
GAM e Deutsche Bank parlano di inversione di tendenza, in realtà già in atto, anche se lenta e fragile. La normalizzazione vera arriverà nel 2027, a patto che Cina e USA mantengano lo slancio. Deutsche Bank stima un +6% dei ricavi, con un’accelerazione estiva. UBS prevede un +5% nelle vendite e +12% negli utili, mentre PwC mette in guardia: il patriottismo dei consumatori americani, il mercato dell’usato, gli outlet, i dazi e la volatilità del dollaro saranno fattori decisivi. La sfida dei prossimi anni? Essere concreti, trasparenti, desiderabili. E soprattutto pronti a competere con un convitato di pietra sempre più ingombrante: Inditex-Zara, che continua a sottrarre clienti al lusso tradizionale.
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Foto Louis Vuitton
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