Il 2026 è appena iniziato e per il lusso è già una doccia fredda

Il 2026 è appena iniziato e per il lusso è già una doccia fredda

Kering: -3,2%. Hermès: -3,76%. Moncler: -2,96%. Brunello Cucunelli: -2,2%. Richemont: -1,2%. Salvatore Ferragamo: -5,75%. Prada: -2,19%. Potremmo andare avanti, ma ci fermiamo qua. Le reazioni delle Borse globali il 28 gennaio alla pubblicazione del bilancio di LVMH sono state una doccia fredda per chi sperava in segnali di una rapida ripresa del settore. Se la holding più rilevante del lusso nella congiuntura non ci vede chiaro, obiettano gli investitori, è difficile che possano farlo gli altri.

La doccia fredda dopo LVMH

Il cruccio, dicevamo, non è cosa abbia fatto LVMH nel 2025, ma cosa conta di fare nel 2026. Il segmento Fashion & Leather Goods (che definire strategico è poco) viene da un periodo deludente e Bernard Arnault con gli azionisti non si è sbottonato sull’outlook di ricavi e margini. Il presidente e CEO del gruppo si è detto “ottimista nel medio termine”, riporta MFF, ma non nel breve, quando “è difficile fare previsioni affidabili considerata la forte variabile geopolitica”. Per gli analisti è un campanello d’allarme. “Se il leader di riferimento del mercato adotta un atteggiamento più cauto sull’anno a venire – è la posizione di Carole Madjo di Barclays, scrive il Sole 24 Ore –, inevitabilmente questo proietta un’ombra sull’intero comparto del lusso”. “Se il secondo semestre 2025 si rivelasse un falso segnale e se le tensioni geopolitiche dovessero degenerare in una crisi a tutto campo – aggiunge Luca Solca di Bernstein –, con conseguente correzione dei mercati azionari, il rischio di downside sarebbe significativo”.

 

 

Chi teme che la crisi sia di sistema

C’è chi teme che il problema non siano più la congiuntura e la geopolitica, ma la fine di un modello di business. “Il sistema del brand è arrivato a esaurimento – chiosa l’inserto Moda de Il Foglio –, quello del prodotto di massa spacciato per lusso”. Aprire un nuovo capitolo, dunque, è possibile solo a patto di rivedere il quadro complessivo delle attività: “Il perimetro della moda di cosiddetto lusso andrà inevitabilmente restringendosi”, prosegue l’analisi. E non sarà indolore: “Avete presente la famosa teoria dell’elastico tirato all’estremo e poi lasciato di colpo? Ecco, quella”. Si staglia il ritorno a un equilibrio “sempre più vicino al modello originario”: chi è nel segmento alto, sarà forte in quello; nel prêt-à-porter la sfida sarà variegata.

Foto Shutterstock

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