Le tensioni della moda USA nel divario tra Tapestry e Ralph Lauren

Le tensioni della moda USA nel divario tra Tapestry e Ralph Lauren

Le tensioni della moda USA nel divario tra Tapestry e Ralph Lauren. Le due società USA hanno diffuso dati economici trimestrali lusinghieri. Hanno superato le previsioni degli analisti e aumentato le stime per l’intero esercizio. Ma mentre le azioni della casa madre di Coach e Kate Spade hanno raggiunto il livello record, quelle di Ralph Lauren sono scese subito dopo la pubblicazione dei numeri. Cerchiamo di capire il perché e cosa c’entra l’impatto dei dazi USA.

Le tensioni della moda USA

Nel periodo ottobre-gennaio 2025, (che segna il terzo trimestre dell’esercizio fiscale), i ricavi di Ralph Lauren sono cresciuti del 12% a 2,4 miliardi di dollari. Ovvero +10% a cambi costanti e ben al di sopra delle stime degli analisti che vedevano un fatturato di 2,31 miliardi, secondo i dati compilati da LSEG e citati da Reuters. L’utile netto è salito del 21,6% a 361,6 milioni. Gli utili rettificati per azione sono stati 6,22 dollari, rispetto alle aspettative di 5,81 dollari. Ralph Lauren ha anche aumentato le previsioni sulle vendite annuali e sui margini. Ma le azioni sono scese del 6,6% nelle prime contrattazioni post pubblicazione dati. Cosa è accaduto? Il management dell’azienda ha lanciato un avvertimento sull’impatto dei dazi, prevedendo una riduzione degli utili nel prossimo trimestre (gennaio-marzo 2026). Finora la società, che si approvvigiona da Cina, India e Vietnam, è riuscita a limitare la pressione dei dazi aumentando i prezzi di vendita e riorganizzando la supply chain, orientandola verso paesi dove il dazio è più basso. Su WWD Tom Nikic, analista di Needham & Co., segnala però come gli investitori possano aver notato “l’ampio divario tra i prezzi retail e la crescita dei ricavi, da cui si deduce un forte calo delle unità vendute, nonché un trimestre turbolento in Europa”.

 

 

Le differenze con Tapestry

Le entrate di Tapestry nel periodo ottobre-dicembre 2025 (corrispondenti al secondo trimestre dell’esercizio fiscale) sono arrivate a 2,5 miliardi di dollari (+14% sull’analogo periodo dell’anno scorso), superando le stime degli analisti di 2,32 miliardi. Gli utili rettificati per azione sono stati di 2,69 dollari, battendo le previsioni di 2,22 dollari. Lo riporta Reuters. Per l’intero esercizio, la società prevede che le entrate superino i 7,75 miliardi rispetto a circa 7,3 miliardi stimati in precedenza. Gli investitori hanno premiato il titolo (in rialzo dell’8%) con le azioni che hanno raggiunto il loro massimo storico di 145,42 dollari. Anche Tapestry, come Ralph Lauren, subisce l’impatto dei dazi ma l’azienda prevede di annullarlo completamente. “I dazi non sembrano un problema. Coach sta andando così bene che può aumentare i prezzi per compensarli”, ha detto a Reuters l’analista di Morningstar David Swartz.

Il boom Coach

Il booster di Tapestry si chiama Coach. Il marchio, che ha inventato il termine lusso accessibile 25 anni fa, ha registrato un aumento delle vendite del 25% (2,14 miliardi di dollari di entrate). Le stime degli analisti si erano fermate al +14,5%, secondo i dati compilati da LSEG. A far crescere le azioni Tapestry anche le dichiarazioni del suo CEO Joanne Crevoiserat. Che a WWD ha detto: “Vediamo per Coach la possibilità di essere un marchio da 10 miliardi”. La stessa CEO ha detto che le calzature continuano a rappresentare un’opportunità di crescita. Il successo di Coach ha eclissato le perfomance negative del marchio Kate Spade, le cui vendite sono diminuite negli ultimi 13 trimestri. E sono scese del 14% in questo secondo trimestre. (mv)

Foto Coach e Ralph Lauren

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