Meno utile per Burberry


È tempo di bilanci per Burberry. Il gruppo britannico, specializzato nell’abbigliamento ma ben introdotto anche nella pelletteria, ha chiuso il primo semestre fiscale (al 30 settembre 2012) con un aumento del 6% dei ricavi, pari a 882 milioni di sterline, e con utili netti a quota 85 milioni di sterline, confermando le anticipazioni che lo davano in diminuzione (-27%).

Il gruppo ha sofferto un rallentamento delle vendite nel suo mercato strategico, la Cina. Sul risultato hanno pesato anche alcune poste straordinarie e, in particolare, la fine dell’accordo di licenza con la società francese Interparfums che porterà il gruppo a riprendere la gestione diretta di profumi e prodotti di bellezza dal primo aprile 2013.

In evidenza invece gli accessori, in particolare quelli da uomo, in crescita del 40% nel retail.
“Nei segmenti retail/wholesale, che costituiscono oltre il 90% del nostro business, Burberry ha conseguito una crescita del fatturato del 7%, una crescita dei profitti dell’11% e un ulteriore miglioramento del margine operativo. Tutto questo in un contesto esterno difficile. Le nostre cinque strategie chiave restano altamente pertinenti e continuiamo a investire nelle nostre iniziative per la crescita negli ambiti retail, digitale e tecnologico”, ha detto Angela Ahrendts, chief executive officer del brand.

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