Per Beccari non bisogna vergognarsi dei prezzi (se dicono chi sei)

Per Beccari non bisogna vergognarsi dei prezzi (se dicono chi sei)

Per Pietro Beccari non bisogna vergognarsi dei prezzi, a patto che raccontino chi sei davvero. Al Corriere della Sera il CEO di Louis Vuitton ribadisce che il valore della maison che guida non sta nelle cifre, ma nella storia che quelle cifre rappresentano. Non serve giustificare un prezzo, quindi, quanto piuttosto raccontare ciò che c’è dietro. E per Vuitton ci sono 130 anni di monogram, durabilità, riparabilità, forme iconiche. E in un mercato a fasi alterne fatto di consumatori sempre più annoiati, per Beccari bisogna trasformare l’heritage in esperienza. Musei, caffetterie, grandi store, spazi culturali: il prodotto non basta più. Se il racconto è solido, il prezzo diventa identità.

Non bisogna vergognarsi dei prezzi

Il tema, stando al manager, non è difendere il prezzo, ma raccontarne il significato. “Non dobbiamo giustificarci per i prezzi, ma spiegare perché Vuitton è Vuitton dal 1896. Se lo fai, la gente si affeziona”, dice Beccari. Il valore, secondo il CEO, nasce dalla combinazione tra estetica, tradizione e durabilità: elementi che rendono il monogram (e Louis Vuitton) unici e che giustificano la longevità dei prodotti. La borsa che non si consuma, che si ripara a vita, che passa di generazione in generazione: è questa la narrativa che sostiene il posizionamento della maison. Il prezzo diventa così un indicatore di continuità, non un ostacolo alla relazione con il cliente. Nel momento in cui il mercato del lusso rallenta, la strategia non è quindi abbassare l’asticella, ma rafforzare il senso di appartenenza.

 

 

Heritage come esperienza

Poi le mosse messe in atto per dare linfa continua alla maison francese. E se il prezzo non è un tema, per Beccari esiste un problema chiaro: “Le persone non sono arrabbiate, sono annoiate”. Dopo anni di crescita facile, il settore si trova davanti a un consumatore più selettivo, influenzato da crisi geopolitiche, inflazione e costo del denaro. La risposta di Louis Vuitton è trasformare la propria storia in esperienza: musei, librerie, bar, ristoranti, caffetterie. A Shanghai e Seoul, i nuovi spazi culturali attirano migliaia di visitatori ogni giorno. Non solo prodotto, ma emozione, tempo, rischio. Un approccio che il CEO rivendica come parte della filosofia del gruppo: costruire nel lungo periodo, senza paura di sbagliare. E che si riflette anche nella volontà di rendere Vuitton uno stile di vita. E non solo un marchio.

Foto Louis Vuitton

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