Prada chiede i danni a Sant’Elpidio a Mare: 30 milioni di euro

Prada al contrattacco. La società chiede 30 milioni di euro di danni al Comune di Sant’Elpidio a Mare (Fermo) per la vicenda legata all’outlet Il Castagno. Secondo i legali della griffe, gli avvocati Francesco Cataldo, Alberto Clini e Diego Vaiano, Prada si è limitata ad acquistare uno spazio all’interno dell’outlet e tutte le vicende sulla regolarità della lottizzazione non solo non la riguardano, ma anzi l’hanno danneggiata. La griffe milanese ha quindi presentato a novembre una richiesta di risarcimento danni di tale importo, come compensazione di tutti i danni subiti a causa dell’illegittimità delle licenze commerciali del Castagno brand village, sancita dal Tar prima e poi confermata in Consiglio di Stato. La somma richiesta quale risarcimento supera ampiamente l’intero bilancio annuale del Comune marchigiano. Il ricorso di Prada, formalmente notificato al comune il 18 novembre, è stato iscritto in elenco al registro del Tar a inizio dicembre. La scorsa settimana i legali della nota griffe hanno effettuato un ulteriore deposito di documenti. Non è ancora stata fissata un’udienza, che dovrebbe essere scadenzata a breve. In settimana la giunta comunale di Sant’Elpidio a Mare ha deliberato la costituzione in giudizio contro il ricorso presentato da Prada. Un atto dovuto, per giocare davanti al Tar Marche la più delicata delle sfide per il Comune elpidiense.  A resistere, oltre al Comune, anche la società Il Castagno. A questo si aggiunge la possibilità che anche le altre aziende presenti con un punto vendita al Castagno possano emulare Prada e chiedere risarcimento. (mv)

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