Prada: la pelle “valore equo”


L’incremento registrato in Cina da Prada nel terzo trimestre, a giudizio degli analisti, ha due ragioni: pelle e assenza di logo.
“Ancora grandi risultati” ha scritto ai suoi clienti Aaron Fischer (CLSA Ltd. Hong Kong) riferendosi ai numeri di bilancio, ma specificando anche che i prodotti “non-logo” di Prada stanno mantenendo una forte posizione poiché i marchi (quelli fisici apposti sui prodotti di altre aziende) hanno reso alcuni brand così visibili da scoraggiarne l’acquisto.
“Risultati al di là delle aspettative” afferma Peter Tang di Mizuho Securities Asia, il quale prosegue: “Si continua ad assistere a questo colossale spostamento del turista cinese che per lo shopping si muove da Est verso Ovest. In questo quadro, vinceranno le aziende che riusciranno a catturare il flusso”.
L’opinione del mercato ad Hong Kong è significativa, perché è lì che Prada nel giugno del 2011 ha attratto gli investitori all’esordio in Borsa.
Per quanto riguarda la pelle, contribuisce oggi al 64% degli incassi aziendali e in Cina è ancora più importante perché il consumatore l’associa a qualità a durevolezza. Laddove l’economia non brilla, la pelle coincide con il concetto di “valore equo”. (p.t.)

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