Richemont dà i numeri del semestre: tra acquisizioni e cessioni, il gruppo cresce, ma la pelletteria soffre

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Un bilancio semestrale che beneficia (fino a un certo punto) degli effetti dell’attività finanziaria che ha portato a cessioni e acquisizioni. Un semestre opaco per la pelletteria. Così, tra aprile e settembre 2018 le vendite di Compagnie Financière Richemont sono aumentate del 21% a cambi effettivi e del 24% a cambi costanti, arrivando a 6,8 miliardi di euro. Escludendo gli effetti delle recenti acquisizioni di YNAP e Watchfinder, la società spiega che le vendite sono aumentate dell’8% a tassi di cambio costanti. L’utile semestrale è più che raddoppiato (+131%) a 2,25 miliardi di euro, per la rivalutazione delle azioni YNAP. Escluso questo fattore “una tantum” l’utile netto è sceso del 10% a 875 milioni di euro. “Maggiori vendite e profitto lordo, ma anche maggiori costi” ha commentato il gruppo elvetico del lusso. La “divisione pelletteria” ha generato 360 milioni di euro con un calo del 3% a cambi costanti e del 5% a cambi variabili che la compagnia attribuisce alla cessione di Lancel. Nel commentare i dati, la compagnia svizzera punta il dito sulle incertezze geopolitiche ed economiche che hanno pesato sulla domanda dei consumatori ma “rimaniamo fiduciosi nella nostra capacità di raggiungere i nostri obiettivi a lungo termine” ha dichiarato Johann Rupert, presidente di Richemont (mv)

 

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