Russia, Palazzo Madama contro le sanzioni. Il rublo non affonda il mercato del lusso: bene la scarpa, male la pellicceria (-37,7%)

No al rinnovo automatico e sì alla discussione delle sanzioni alla Russia, paese in cui la crisi ha frenato la pellicceria ma non il lusso. La decisione sulle sanzioni avverrà probabilmente la prossima settimana a Varsavia. L’Italia, insieme alla Francia, cercherà di impedire il rinnovo automatico (senza dibattimento) delle sanzioni, cercando invece di far diventare l’argomento uno dei punti da discutere. Il Senato ha infatti approvato le proposte di risoluzione di Roberto Calderoli (Lega Nord) e di Paolo Romani (Forza Italia) che inducono il governo italiano alla riflessione sulla permanenza delle sanzioni contro la Federazione Russia. Bocciata invece la risoluzione proposta dal gruppo Lega Nord che chiedeva lo stop immediato delle sanzioni stesse. Oltre le sanzioni, a determinare il crollo dell’export di prodotti Made in Italy (e non solo) è stata la crisi economica russa che però non ha inciso sui prodotti di lusso e più esclusivi. Secondo un’indagine annuale di FCG, Fashion consulting group Russia, su 13 brand che nel 2015 sono entrati nel mercato russo, otto appartengono al segmento luxury. La stessa indagine ha evidenziato come oltre il 60% dei consumatori russi benestanti ha dichiarato di non essere stato influenzato dalla svalutazione del rublo e come le consumatrici siano disposte a risparmiare per l’abbigliamento, poi per le borse ma meno per le calzature di qualità, la cui domanda è ancora forte. Non è così per il settore della pellicceria: la sua quota di mercato nel 2015 è stata di 8,52 miliardi di rubli (120 milioni di euro), con una flessione del 37,7% rispetto al 2014. (mv)

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