Slimane risponde alle critiche sulla sua prima collezione per Celine: “Non buttatela in politica, la mia è una donna moderna”

“Lo spirito della sfilata era leggero e gioioso, ma la leggerezza e la spensieratezza nella moda oggi sono messe in discussione. Ci sono la politica, i conflitti di interesse e le congiure, ma anche delle stupefacenti esagerazioni di conservatorismo e puritanesimo”. Dopo essere stato bersaglio di polemiche e veleni, Hedi Slimane (nella foto) passa all’attacco. La prima collezione firmata per Celine non è piaciuta: troppo simile ad altri lavori passati, la critica più diffusa. Il New York Times, per dirne una, ha recensito lo stilista come “banale: le donne sono cambiate, lui no”. Slimane, che aveva già incassato l’appoggio (e la solidarietà) del patron di LVMH, ha approfittato del palco del format televisivo francese “5 minutes de mode” (trasmesso da TMC) per togliersi i sassolini dalle scarpe: “Questa sfilata era particolarmente esposta – sono le sue parole, riprese da Fashion Network –. Negli USA o in Inghilterra si sono scandalizzati per i miei abiti da sera corti. Quindi le donne non sarebbero più libere di mettere delle minigonne se lo desiderano”. C’è chi lo ha accostato a Trump: “Il paragone è opportunista, azzardato e piuttosto comico, solo perché le giovani donne rappresentate dalla mia sfilata sono libere e disinvolte; libere di vestirsi come vogliono. Per alcuni, in America, ho anche il cattivo gusto di essere un uomo che ha sostituito una donna. Un uomo che disegna delle collezioni da donna, può essere?”. Slimane sa guardare anche al bicchiere mezzo pieno della vicenda: “Ma alla fine, è tutta pubblicità inaspettata per la collezione – conclude lo stilista, parafrasando il motto nel bene o nel male, purché se ne parli –. Non speravamo tanto. Tutto ciò cristallizza soprattutto l’anticonformismo e la libertà così francese di Celine”.

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