Valentino tiorna in guerra con Mario Valentino

Valentino contro Mario Valentino: dopo 40 anni (ri)scoppia la guerra

Valentino e Mario Valentino tornano a incrociare le armi. 40 anni fa decisero di sotterrare l’ascia di guerra, siglando nel 1979 un “patto di non belligeranza”. A quei tempi i due brand trovarono un accordo su come poter convivere nonostante l’evidente affinità nominale. Oggi, tutto torna in discussione. Tra l’altro, con toni legali particolarmente aspri.

Chi accusa chi e perché
Come riporta il portale americano The Fashion Law, lo scorso 22 giugno Valentino Spa avrebbe denunciato Mario Valentino (e il licenziatario Yarch Capital). L’accusa è pesante: falsa pubblicità, concorrenza sleale, violazione dei brevetti di progettazione. Questo perché, come stabilito lo scorso maggio dal Tribunale di Milano, Mario Valentino starebbe “vendendo numerosi modelli di borse in modo non consentito ai sensi dell’accordo di coesistenza”.

Confusione e prezzi
Secondo l’accusa, Mario Valentino avrebbe disatteso le regole fissate 40 anni fa, determinando “quella confusione” tra i consumatori “che l’accordo intendeva prevenire“. Non solo. Tra le altre accuse c’è anche quella di aver aumentato il prezzo dei suoi accessori per avvicinarsi a quelli di Valentino, imitando anche il design di alcuni modelli.

I vincoli
Come riporta The Fashion Law (citando passaggi dell’accordo del 1979), il patto consentiva a Mario Valentino di “registrare e utilizzare il nome Mario Valentino o M. Valentino o Valentino o le lettere MV o V solamente all’esterno, insieme a Mario Valentino all’interno e sulla confezione di tutti i prodotti in pelle o altro materiale” nonché di inserire sempre la scritta “Mario Valentino” all’interno dei suoi prodotti.

Immgini tratte da valentino.com e mariovalentino.it

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