Valentino non si ferma più. 2016 a 1,11 miliardi: la metà arriva dagli accessori. La Borsa? Nel 2018, forse

Valentino accelera sui conti e frena sulla quotazione in Borsa. La maison ha annunciato che chiuderà il 2016 con un fatturato di 1,11 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto ai 987 milioni del 2015. E pensare che nel 2006 il giro di affari era di appena 240 milioni di euro. Dal 2012, quando sono entrati i nuovi proprietari, i Reali del Qatar, con il loro fondo Mayhoola for Investments, e il ceo Stefano Sassi, il bilancio si è quintuplicato. Il 2016 di Valentino ha visto i ricavi divisi al 50% tra moda e accessori. Se l’Europa, trainata dall’Inghilterra, ha fatto registrare ottimi segnali di crescita, il mercato principale resta quello statunitense, con un’incidenza tra il 20 e il 22% sul giro d’affari totale. Il retail genera il 55% del fatturato, il segmento maschile il 15%. Obiettivi 2017: web, Giappone e menswear. Con un bilancio così positivo si ritorna a parlare di quotazione in Borsa. A fine 2015, Valentino aveva manifestato di quotarsi, ma il progetto è stato continuamente rinviato. Secondo delle indiscrezioni pubblicate da Il Sole 24 Ore, la banca d’affari Rothschild avrebbe ricevuto mandato per sondare la possibilità di una quotazione a Milano tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. “Per la Borsa è sicuramente un no nel 2017, nel 2018 vedremo, ma non ne stiamo parlando. Abbiamo sospeso tutto perché le condizioni di mercato non sono decisamente ottimali”, ha concluso Stefano Sassi. (mv)

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