Nel lusso contemporaneo la distanza tra accessori e gioielli non è più così incolmabile. Anzi, sembra sfumare ogni giorno di più. Bulgari e Tiffany, due maison che hanno fatto della materia preziosa un linguaggio identitario, oggi spingono oltre la strategia. Da un lato, micro‑sculture da portare in mano che richiamano i codici della maison. Dall’altro, un orologio che parla agli uomini e che ridefinisce il concetto di rarità. Edizioni limitate, tecniche da atelier e un’estetica ibrida che annulla i confini. Il risultato è un nuovo modo di presidiare il desiderio.
Si accorcia la distanza tra accessori e gioielli
E se non fosse abbastanza chiaro, la collezione Bulgari Icons Minaudière lo mette nero su bianco. O su borsa. Nei cinque nuovi modelli, infatti, l’accessorio non è più un complemento, quanto piuttosto un’estensione dell’alta gioielleria. Come sottolinea Repubblica, Mary Katrantzou, la direttrice creativa di pelletteria e accessori del marchio, ha tradotto cinque simboli della maison in oggetti‑totem che funzionano come micro‑architetture: superfici smaltate a mano, gemme incastonate, pavé luminosi che richiamano la tradizione orafa romana. La logica è quella dell’edizione limitata, non per creare scarsità artificiale, ma per ribadire che il valore risiede nella competenza artigianale. Queste minaudière, però, non competono con le borse: competono con i gioielli, con le sculture, con gli oggetti da collezione.
Riportare gli uomini nella galassia Tiffany
Sul fronte opposto, Tiffany sceglie un’altra traiettoria. Rientrare nell’orologeria maschile con un pezzo che parla la lingua della gioielleria. Il nuovo Tiffany Timer, presentato alla LVMH Watch Week di Milano, è un cronografo in platino con quadrante laccato nella celebre tonalità Tiffany Blue e, dettaglio non secondario, cinturino in coccodrillo. Scelta che restituisce un certo classicismo, quasi da collezionista. Il movimento è svizzero, ma la filosofia è americana. Non replicare il passato, visto che il modello si ispira a quello originale creato nel 1866, ma costruire un oggetto che incarni la visione estetica della maison. Diamanti come indici, un Bird on a Rock in oro giallo 18 carati miniaturizzato sul rotore, produzione limitata a sessanta pezzi e un prezzo da capogiro: 62.000 dollari. Come ha sottolineato al New York Times Nicolas Beau, vice presidente del segmento orologeria, è evidente che Tiffany non voglia competere con i brand sportivi, ma proporre un orologio da gioielleria. E così la maison sceglie la via della rarità controllata: pochissimi esemplari, alta complessità, un’identità immediatamente riconoscibile. E un connubio che si sposta sempre di più verso i preziosi.
Foto Bulgari e Tiffany
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