Brasile, la prima vittima di Carne Marcia è JBS: per tre giorni chiusi 33 stabilimenti su 36, poi capacità produttiva ridotta del 35%

Il gruppo della carne JBS annuncia la sospensione della lavorazione della carne bovina per tre giorni in 33 delle 36 unità produttive brasiliane. La prossima settimana, inoltre, le attività riprenderanno con uno scartamento del 35% della capacità produttiva. Lo riporta il quotidiano O Globo. La misura sarebbe stata adottata da JBS, coinvolta nello scandalo Carne Marcia (“Carne Fraca”), in vista delle incertezze operative: Paesi chiave nel commercio estero dell’agroindustria brasiliana, come Cina (primo importatore di carni rosse made in Rio) e UE (secondo importatore), hanno sospeso gli interscambi, mentre il ministero dell’Agricoltura di Brazilia valuta la sospensione delle licenze all’export della compagnie coinvolte nell’inchiesta su un presunto giro di mazzette per evitare controlli sanitari e fiscali. Contattata da O Globo, BRF, la seconda big impelagata nell’inchiesta che si è vista apporre i sigilli a uno stabilimento, non valuta misure simili. Intanto, mentre il commissario europeo Vytenis Andriukaitis segue per Bruxelles gli sviluppi della vicenda, dall’Argentina arriva il primo gesto distensivo: non si unisce all’elenco (che comprende anche Messico, Egitto, Cile e Corea del Sud) di chi sospende le importazioni, ma dichiara di tenere aperti i rapporti commerciali. La stampa brasiliana, invece, ipotizza che Pechino possa approfittare del caso Carne Fraca per strappare condizioni migliori per l’accesso dei suoi prodotti nel mercato brasiliano.

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