Brasile, vola l’export di pelli

Le esportazioni di pelli brasiliane sono cresciute del 17,4% nel trimestre gennaio-marzo 2013, per un controvalore superiore ai 542 milioni di dollari. La crescita del settore è stata favorita, oltre che dalla domanda internazionale, anche dal deprezzamento del real – la valuta brasiliana, svalutata di circa il 15% sul dollaro nel giro di un anno – e da una politica commerciale aggressiva che si è concretizzata nella presenza massiccia (con il sostegno dello Stato) alle principali fiere internazionali di settore. Nel dettaglio, le concerie brasiliane hanno esportato 8,2 milioni di pelli, delle quali 3 milioni finite e 4,6 in wet-blue. L’export di crust ammonta a 490 mila pezzi, quello di salato a 80 mila. In termini di valore, il 54% di pelli che ha lasciato il Paese è stato generato dal conciato finito, il 35% da wet blue, il 6% da crust, il 4% da spaccate e il rimanente 1% da salato. La Cina è in testa alla classifica dei Paesi di destinazione (133 milioni), seguita a ruota dall’Italia con 126 milioni. Lo Stato dove avviene la maggior parte della produzione è quello di São Paulo (21,9% del valore), seguito da Rio Grande do Sul, Paraná e Goiás aree che in totale producono il 65% delle pelli brasiliane.

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