Carne, i big mondiali in difficoltà: per Tyson calano i ricavi, per JBS i capi macellati

Se Atene piange, Sparta non ride. I numeri dei due colossi della macellazione, da tempo in concorrenza per la palma di leader mondiale del settore, sono di segno meno. Gli statunitensi del gruppo Tyson nel terzo trimestre del 2016 vedono i ricavi attestarsi intorno ai 9,4 miliardi di dollari, per 27,7 miliardi complessivi stimati nei primi 9 mesi. In confronto agli stessi periodi dell’anno precedente, i valori sono in calo rispettivamente del 6,6% e del 10,2%. Per Tyson l’unica nota positiva è il volume di carni bovine processate, in aumento grazie ai maggiori conferimenti degli allevamenti nazionali. Proprio le macellazioni, invece, sono la nota dolente per i brasiliani di JBS: nei primi sei mesi dell’anno sono 4,5 milioni i capi processati, in caduta del 10% in confronto al 2015. Piatto l’andamento finanziario. JBS Mercosul, la divisione cui fa capo JBS Couros (cui fanno capo le 25 concerie del gruppo carioca), registra nei primi sei mesi dell’anno 4,5 miliardi di dollari di ricavi, in continuità con l’anno precedente. Per JBS, che ad agosto ha sottoposto agli investitori il piano (trapelato in primavera) per stabilire la sede della nuova società JBS Food International a Dublino (mentre la divisione Couros manterrà quartier generale in Brasile), le aspettative di crescita vengono dal mercato USA, dove contano di espandersi. (rp)

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