Class action degli investitori contro Beyond Meat: “Ci ha frodato”

Class action degli investitori contro Beyond Meat: “Ci ha frodato”

È arrivata per rivoluzionare il mercato della carne. È finita (al momento) non solo ridimensionata in Borsa, ma anche bersaglio di una class action degli investitori. Si mette male per Beyond Meat, l’azienda statunitense fondata nel 2009 per fornire alternative vegetali ai prodotti animali. Un gruppo di investitori l’accusa di aver mentito sulle capacità produttive e sulle prospettive di crescita. Secondo i promotori della class action il CEO, il COO e i due CFO succedutisi nel ruolo sono responsabili di “false e fuorvianti dichiarazioni, nonché omissioni, utili a gonfiare il prezzo delle azioni di Beyond Meat”.

Class action contro Beyond Meat

Beyond Meat è arrivata in borsa a giugno 2019 con la quotazione di 25 dollari per azione. Il luglio successivo il titolo ha conosciuto il picco di 234,9 dollari. Poi si è sgonfiato dalla seconda metà del 2021 fino agli attuali 10,52 dollari. La class action, che raccoglie chi ha investito nel titolo tra il 5 maggio 2020 e il 12 ottobre 2022, accusa i vertici dell’azienda di aver barato sulle prospettive di business per rendere il titolo più interessante. Stando a quanto riporta Food Dive, da Beyond Meat si facevano forti di accordi con grandi catene come McDonalds, KFC e Starbucks, nonché sulla capacità industriale di rispondere alla loro domanda. Quando hanno mancato gli obiettivi di consegna ai QSR (quick service restaurant), hanno imputato la colpa alle cambiate abitudini alimentari impresse dal Covid.

 

 

La fine del bluff

È solo da ottobre che 2021 Beyond Meat ha cominciato a ribassare le previsioni di vendite e profitti, fornendo al contempo maggiori informazioni sull’invenduto. Mentre alla fine del 2022, ne abbiamo scritto sul mensile La Conceria, si è compreso che la promessa rivoluzione delle alternative vegetali si era risolta in un mercato di nicchia. Ora gli investitori, attratti con tutt’altre promesse di business, si sentono traditi. Anche perché, nel frattempo, qualcuno l’affare l’ha fatto: il COO di Beyond Meat, Mark Nelson, avrebbe ricavato 58,3 milioni di dollari dalla vendita delle sue 440.000 azioni. Ora l’attenzione dei media si è spostata sulle cosiddette “carni sintetiche”. Vediamo in questo caso quando si svela il bluff.

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