JBS cresce in Arabia Saudita. E potenzierà la produzione dello stabilimento di Gedda entro la fine dell’anno. Tyson Foods tiene in vita lo stabilimento di Lexington (Nebraska) destinato alla chiusura. In questo modo 292 lavoratori, sui 3.200 complessivi, avranno ancora del lavoro prima del licenziamento.
JBS cresce in Arabia Saudita
JBS intende raddoppiare la produzione nel suo nuovo impianto di Gedda, in Arabia Saudita, entro la fine del 2026. La più grande azienda di carne del mondo ha investito 85 milioni di dollari in Arabia Saudita dal 2021. Dall’impianto di Gedda, JBS esporta già prodotti a base di carne in paesi come Kuwait, Oman ed Emirati Arabi Uniti. Avviandone la produzione l’anno scorso, JBS è riuscita a quadruplicare la capacità produttiva complessiva in Arabia Saudita, dove produce e vende prodotti a base di carne bovina e di pollo con il marchio Seara. Questa mossa va considerata anche come una risposta alle azioni intraprese dalla concorrente MBRF in quell’area. Come riporta Reuters, MBRF ha potenziato l’accordo con un’azienda locale e nel primo semestre di quest’anno ha in programma di mettere in funzione uno stabilimento produttivo, sempre a Gedda.
Tyson salva 292 lavoratori
Tyson Foods aveva dichiarato a novembre la chiusura dell’impianto di carne bovina a Lexington (Nebraska) intorno al 20 gennaio 2026. La società ha confermato che i licenziamenti di 3.200 persone sono iniziati. Ma ha anche detto che avrebbe prolungato il lavoro di 292 persone per un periodo compreso tra 3 e 185 giorni per svolgere mansioni relative alla chiusura dello stabilimento stesso. Meno della metà di questi dipendenti rimarrà in servizio oltre la fine del mese. “Durante questo periodo di transizione, presso il nostro stabilimento di Lexington continueranno ad essere effettuate alcune lavorazioni limitate”, ha dichiarato Tyson. (mv)
Foto JBS
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