La carne USA, tra aperture all’Argentina e tribolazioni dei big

La carne USA, tra aperture all’Argentina e tribolazioni dei big

Il mercato della carne negli USA è in fibrillazione. Malgrado lo scorso ottobre il presidente Donald Trump si è impegnato per abbassare i prezzi delle carni bovine, l’inflazione non si è fermata. Per questo la Casa Bianca, mentre i consumatori si rifugiavano nelle più economiche carni avicole, ora favorisce l’import di carne bovina dall’Argentina. E il bilancio di Tyson Foods ha avvertito il cambiamento.

Il mercato della carne USA

Il 6 febbraio Trump ha firmato un provvedimento che innalza il quantitativo di carne bovina (solo i tagli utili alla produzione di macinato) importabile dall’Argentina con dazio agevolato. Secondo i dati, nel 2024 gli Stati Uniti hanno importato circa 33.000 tonnellate di carne bovina argentina, pari al 2% delle importazioni totali, scrive Reuters. Gli economisti s’aspettano che la decisione avrà un impatto minimo sui prezzi, mentre gli allevatori statunitensi ne subiranno le conseguenze.

 

 

 

I big

Se il prezzo della carne è alto, è perché a causa della persistente siccità il patrimonio bovino è ridotto al minimo da 75 anni a questa parte. Tra le “Big Four” del settore, che Trump accusa di fare cartello, c’è Tyson Foods, che nel periodo ottobre-dicembre ha visto i ricavi crescere del 5,1% a 14,31 miliardi di dollari. Ha fatto meglio dei 14,09 miliardi indicati dalla stima media degli analisti, così come ha battute le aspettative sugli utili rettificati per azione: 97 centesimi rispetto a 94 centesimi. Il merito va alla domanda dei prodotti con carne avicola, che ha così eclissato le perdite nel business della bovina: le vendite registrano il -7,3%, a fronte di una crescita dei prezzi del 17,2%. La divisione carne bovina ha riportato una perdita operativa rettificata di 143 milioni di dollari, rispetto all’utile di 6 milioni ottenuto un anno prima. (mv)

Foto da Shutterstock

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