Nel pieno di un dibattito globale sulla crisi del settore conciario, emergono segnali di vita: quella di territori che investono, aprono concerie e rilanciano la trasformazione della pelle come leva industriale. Dal Messico all’Indonesia il 2026 si profila come un anno di nuove capacità produttive e di filiere che tornano a integrarsi. A Puebla, il governo regionale punta a costruire due nuove concerie, mentre in Indonesia un grande gruppo asiatico amplia la propria presenza per servire i colossi del footwear.
Aprono concerie
Come scrive El Economista, il governo dello stato di Puebla ha avviato un progetto per installare nel 2026 due nuove impianti di trasformazione della pelle bovina, con l’obiettivo di produrre internamente 700.000 paia di scarpe scolastiche distribuite ogni anno agli studenti. L’iniziativa, coordinata dal governo locale insieme al ministero di Sviluppo Economico, Lavoro e Agricoltura, mira a trasformare i sottoprodotti della filiera bovina in pelle conciata e tinta, riducendo la dipendenza da materiali plastici di scarsa durata. Il piano prevede un primo lotto di 1.000 pelli da lavorare e l’individuazione dei siti industriali nei municipi di Tehuacán, Ajalpan o Tepeyahualco, quest’ultimo già sede di una fabbrica di calzature che potrebbe essere rifornita direttamente. Oltre alla produzione, il progetto intende garantire agli allevatori prezzi equi, sottraendoli agli intermediari che spesso comprimono il valore della materia prima.
Il gigante che si amplia in Indonesia
Parallelamente, nel Sud-Est asiatico un altro tassello si aggiunge alla mappa globale della concia. Come riporta la stampa locale, il gruppo taiwanese Hung Fu Leather, già attivo con un grande stabilimento in Vietnam, sta costruendo una nuova conceria da 42.000 metri quadrati in Indonesia, con avvio previsto nel 2026. Il sito partirà dal retanning e si concentrerà su suede e rigenerazione della crosta, replicando il mix produttivo vietnamita che rifornisce circa venti marchi internazionali, tra cui Nike, Adidas, Clarks e Puma. L’azienda prevede, tra l’altro, di ampliare ulteriormente la sua gamma con il nabuck suino dal 2026. L’investimento indonesiano consolida la strategia di espansione nel footwear, in un’area che continua ad attrarre produzione grazie alla sua centralità nelle catene globali.
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